Il Toro, l’Imperatore e la Temperanza

Il Toro, segno di terra, femminile e fisso, rimanda sempre all’idea di una persona materiale, che ama la stabilità, ostinata e testarda, amante della vita, generalmente positiva, coraggiosa e franca. Certe volte però il Toro, non sa dove indirizzare la sua caparbietà e si disperde in attività che non gli danno soddisfazione alcuna ma solo frustrazione. Stare con un Toro deve essere appagante, sono persone concrete, che nutrono, amano e, di solito, tendono alla fedeltà. Il Toro abbatte le porte, se si arrabbia meglio scappare, ma il più delle volte si limita a sbuffare.

Nei Tarocchi, la tradizione vuole che il segno del Toro sia rappresentato dalla carta dell’Imperatore, carta stabilissima, materiale, conquistatrice, costruttrice, capace di comandare e dirigere con mano ferma, sapiente ma sempre delicata. Una carta che si disinteressa completamente del livello spirituale ma spalanca braccia e cuore ai piaceri della vita e alle persone che ritiene degne di fiducia.

Personalmente, trovo che l’Imperatore sia una carta di grande serenità ma è pur sempre una carta molto quadrata e, diciamola tutta, tesa all’estremo può risultare noiosa.

Cosa che il Toro non è. E quindi ci affianco la Temperanza che smorza un po’ cupezza ed eccesso di orgoglio e porta miglioramento, progresso, accettazione serena della vita, dolcezza, ragionevolezza, armonia, socievolezza. Tutto volto a una maggiore cura di sé, a un maggiore amore nei propri confronti. Cosa che spesso i Toro dimenticano perché troppo impegnati a nutrire gli altri!

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Il Corallo, figlio di polipi e di dee

Il corallo è uno scheletro calcareo creato da milioni di piccoli polipi. Se uno ci pensa gli passa subito la voglia di metterselo al collo. Ma il corallo, rosso e multiforme, è da secoli simbolo di vita e rigenerazione. A guardarlo in natura rimanda al cuore e ai vasi sanguigni. Inoltre è figlio di Medusa poiché, secondo la mitologia greca, nasce dal sangue della testa decapitata della dea.

Il corallo, per la sua rarità, diviene da subito materiale pregiato e molto richiesto per gioielli, amuleti e portafortuna.

Il colore Corallo è una variante particolare del Rosso perché possiede una leggera sfumatura Arancione. Il Rosso significa passione, ardore, coraggio, energia e forza. L’Arancione è un colore euforizzante, allegro, agglutinante.

Entrambi hanno un significato molto ben visto di questi tempi: sono entrambi colori che rimandano al successo, alla carica vittoriosa, alla piena soddisfazione.

Di sicuro chi li indossa non teme l’esterno. Per questo tutti noi, ogni tanto, dovremmo indossare qualcosa con questi colori, magari in quelle giornate “no” dove dobbiamo per forza funzionare al meglio oppure (e sarebbe meglio) vogliamo funzionare al meglio.

Il corallo è stato spesso dipinto, forgiato, impresso. Vi metto un particolare di un dipinto molto ricco del Mantegna (Madonna della Vittoria) dove il corallo è simbolo di buon auspicio.

Io credo che porti molto bene se viene ereditato. Comprarlo forse è un peccato, essendo raro. Ma ereditarlo è una fortuna perché, insieme ad esso, si eredita anche un po’ della persona che lo ha indossato. Un po’ del suo carattere, un po’ della sua visione, un po’ della sua forza. Eh sì, forza: Rosso + Arancione!

Madonna della Vittoria

4 di Spade e 10 di Coppe

Oggi, solstizio d’estate, a Modena fa veramente caldo. Non il nostro solito caldo afoso, affannoso, appiccicoso ma comunque, caldo. E che io sia una fanatica del caldo non è esattamente vero.

Ma il bello di questa stagione, si sa, è il colorito un po’ più sano e la possibilità di viaggiare e staccare un po’ dal ritmo quotidiano. Ovviamente, sarebbe auspicabile scappare dalla noia insieme a qualcuno a cui vogliamo bene, o avere la fortuna (se si parte spaiati) di trovarlo nel luogo in cui andiamo!

E quindi ecco le carte che auguro a tutti quelli in procinto di godersi l’estate (a casa o lontano): 4 di Spade e 10 di Coppe!

Il 4 di Spade è una carta che significa soddisfazioni di facile raggiungimento, assenza di ostacoli ma anche necessità di ozio e distacco dalla propria vita e da sé. Quiete, riposo, tranquillità. Rappresenta una ripresa, lenta ma sicura.

Il 10 di Coppe, invece, è il raggiungimento scoppiettante e felice di un amore/affetto/desiderio che ha riuscita piena e dona grande serenità. E’ una carta di profonda armonia che abbraccia e stimola la condivisione e la completezza.

Godetevela!

Il Leone, il Sole e il Mago

Il Leone, segno di fuoco, fisso e maschile, è un segno forte, energico, pieno di volontà, fiducia in sé e nelle sue capacità e, per completare il quadro, gaudente dei piaceri della vita. Stare accanto a un Leone richiede una suadente affabilità e una sapiente devozione. Insomma, il Leone è come un abito da sera spettacolare…non per tutti e non per tutti i giorni!

Nei Tarocchi, la tradizione vuole che il segno del Leone sia rappresentato dalla carta del Sole. E sai che novità, è anche il suo pianeta dominante! Il Sole ovviamente rimanda a vitalità, entusiasmo, coraggio, desiderio di bellezza, lusso, calore e…comando.

Il Leone, però, secondo me, ha anche un ‘altra faccia, quella meno gaudente ma più concreta del Mago: programma, progetta, crea e costruisce tutto da solo, senza aspettare nessuno, nel bene e nel male.

Sono entrambe carte molto positive per i nativi ma di grande impegno…per gli altri!

Il Leone è luccicante, prezioso, pesante. Un gioiello raro. Va custodito con cura ma non temuto…alla fine, è sempre e solo un bel gattone!

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Un lampo e poi l’Azzurro

Quando mi sono innamorata non ci ho fatto molto caso. Onestamente, non sapevo neanche di essere innamorata. Lo guardavo, che armeggiava con bicchieri e liquidi colorati, e dava ordini e ne prendeva, e cantava e ballava. Tutto insieme.

Non potevo avere il tempo per farci caso. Vedevo solo quel danzare di mani, sotto luci soffuse e bicchieri che tintinnavano.

E io lì, immobile, vestita che neanche al ballo del re, in attesa di un’occhiatina. E invece no. Mani. Dappertutto quelle mani.

Poi, un lampo, un colpo quasi doloroso di luce ed ecco…l’Azzurro.

L’Azzurro è un colore freddo, dicono. “Si fa con il Blu e il Bianco, no?” Certo, ma che colori sono? Il blu (o meglio, ciano) è un primario. Il bianco invece è una non tinta di assoluta luminosità. E può mai essere un colore di tal genealogia, bollato semplicemente come freddo?

L’Azzurro non è propriamente un colore ma una particolare brillantezza, una scintilla vivida di intelligenza. E’ una rarità, indica purezza, innocenza, sincerità. Difatti lo mettono in testa alla Madonna e non sorprende che il mare e il cielo abbiano questo colore.

Serve a blandirci e calmarci.

Beh, con me ha funzionato!

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Azzurro come il Mondo, carta di grande fortuna

La Bilancia, la Giustizia e il Matto

Il segno della Bilancia, segno d’aria, maschile e cardinale (introduce l’autunno), è un segno teso sempre verso la ricerca di stabilità. Per quanto venga definito come diplomatico, propenso al compromesso e interessato all’ordine e all’armonia, è proprio vero il contrario. La Bilancia, segno doppio, vive una vita fatta di alti e bassi rocamboleschi, di salti nel buio e scelte fatte di pancia. Certo, si propone l’ordine e cerca davvero l’armonia, ma riesce meglio a sistemare il caos altrui che il proprio.

Nei Tarocchi, la tradizione vuole che il segno della Bilancia sia rappresentato dalla carta della Giustizia, carta freddina, legata al pensiero (che è volatile), all’equilibrio, all’equità. Certo, tutto fila ma solo sulla…carta! La Giustizia stessa è soggettiva, infatti ognuno ne ha un’idea molto personale. L’iconografia è molto chiara: la Giustizia è sempre bendata e, in certe carte più antiche, muove i piatti della bilancia col ginocchio. Alla faccia della correttezza!

Di vero c’è che la Bilancia è un segno particolarmente leale e onesto e quindi la carta della Giustizia, nella sua immagine più pura e sana, appartiene al segno.

Secondo me però, un aspetto che non viene mai molto considerato nella descrizione di questo segno, è la sua caratteristica più bella: la spontaneità. Per questo amo placare l’istinto spadaccino e un po’ sadico della Giustizia con il Matto che è libertà dalle regole, capacità di dire quello che si pensa e un’enorme, quasi commovente, purezza di cuore.

Guardate negli occhi di una Bilancia, vedrete il mare all’alba.

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I Pesci, l’Appeso e la Morte

I Pesci, segno d’Acqua, doppio, femminile e mobile, rappresentano il continuo fluire delle cose, l’andare e venire continuo del mare, il ciclo infinito dell’evoluzione. Per questo, i Pesci sono tra i segni zodiacali che hanno davvero tante, tante sfaccettature. E trovarne due simili è una gara dura.

Nei Tarocchi, la tradizione vuole che il segno dei Pesci sia rappresentato dalla carta dell’Appeso, a rappresentanza della loro capacità di sacrificarsi in attesa di tempi migliori e della loro visione un po’ mistica che li porta a essere sempre degli iniziati nella vita.

Secondo me, che Pesci sono, un’altra carta che ci rappresenta bene è quella della Morte. Certo, detta così, tutti a toccare ferro…

E invece la Morte, che nei tempi antichi era solo l’Arcano numero Tredici e non aveva alcuna sfumatura negativa, è una carta di grande evoluzione. La Morte significa cambiamento interiore profondo, coraggio di tagliare i rami secchi, le relazioni infelici, i pesi quotidiani che ci affossano piano piano.

E’ un taglio netto e ci sta bene con i Pesci, perché se da un lato l’Appeso dà la capacità di cambiare prospettiva (guarda tutto alla rovescia), la Morte dà il coraggio di rendere efficace e vero ciò che solo immaginiamo.

E noi Pesci quante cose immaginiamo, eh?

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