Un lampo e poi l’Azzurro

Quando mi sono innamorata non ci ho fatto molto caso. Onestamente, non sapevo neanche di essere innamorata. Lo guardavo, che armeggiava con bicchieri e liquidi colorati, e dava ordini e ne prendeva, e cantava e ballava. Tutto insieme.

Non potevo avere il tempo per farci caso. Vedevo solo quel danzare di mani, sotto luci soffuse e bicchieri che tintinnavano.

E io lì, immobile, vestita che neanche al ballo del re, in attesa di un’occhiatina. E invece no. Mani. Dappertutto quelle mani.

Poi, un lampo, un colpo quasi doloroso di luce ed ecco…l’Azzurro.

L’Azzurro è un colore freddo, dicono. “Si fa con il Blu e il Bianco, no?” Certo, ma che colori sono? Il blu (o meglio, ciano) è un primario. Il bianco invece è una non tinta di assoluta luminosità. E può mai essere un colore di tal genealogia, bollato semplicemente come freddo?

L’Azzurro non è propriamente un colore ma una particolare brillantezza, una scintilla vivida di intelligenza. E’ una rarità, indica purezza, innocenza, sincerità. Difatti lo mettono in testa alla Madonna e non sorprende che il mare e il cielo abbiano questo colore.

Serve a blandirci e calmarci.

Beh, con me ha funzionato!

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Azzurro come il Mondo, carta di grande fortuna
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