Vergine e Pesci

Vergine

Questo segno, che recita “io conservo”, è un segno mobile cioè versatile che, a differenza di Sagittario e Gemelli, indirizza la propria energia verso l’interno e il passato. La Vergine chiude il ciclo primaverile-estivo nel senso letterale del termine: sbarra la porta al passato per evitare qualsiasi cambiamento o evoluzione.

Questo segno, nonostante sia governato da Mercurio, pianeta del pensiero e delle idee brillanti, quindi della velocità-vivacità mentale, è un segno prettamente immobilistico con una funziona stagionale importantissima: l’impedimento del deterioramento dei frutti raccolti durante l’estate.

Questa lotta si amplifica diventando lotta contro la morte che però, essendo un avvenimento vitale, traduce l’agire della Vergine in lotta contro la vita (rifiutare la morte significa rifiutare la vita) – e questa è l’aspirazione segreta della Vergine. E ha una logica: l’eternità può essere garantita solo dalla non-riproduzione, dal mantenimento dello status quo poiché un sovraffollamento distruggerebbe ben presto quella riserva di provviste incisa a fuoco nella mente verginea.

In altre parole: si può durare solo se si ci si oppone alla natura. In questo quadro, dove Venere è in caduta, la sensibilità, il sentimento e il sentimentalismo sono assolutamente banditi poiché contrari alla logica razionale e razionalistica del rigore tecnico, tipico del segno.

Ovviamente, il rifiuto alla vita non è totale, nella Vergine non esiste alcun nichilismo suicida: l’istinto di riproduzione insito nel segno è affiancato nel quotidiano da un comportamento compensatorio: la riproduzione meccanica, o meglio, artigianale.

Da qui si arriva a due concetti fondamentali per il segno: la riproduzione artificiale e la riproduzione in serie, cioè la riproduzione di esemplari tutti uguali. In un segno che vuole fermare tutto così com’è, evitando metamorfosi ed evoluzione, la paura maggiore è che dal grembo nettuniano-venusiano dei Pesci nascano creature diverse che potrebbero sconvolgere lo status quo.

Il tipo di riproduzione che la Vergine è disposta ad accettare è la clonazione e, visto che questo suo sogno è ancora lontano dall’avverarsi, si sforza di predicare un comportamento uniforme, una mentalità da gregge che è quella degli impiegati, dei dipendenti, dei burocrati.

Con un tale atteggiamento la Vergine rivela un sano realismo inconscio, o meglio, il suo condizionamento zodiacale tiene conto, con sorprendente onniveggenza, una realtà di fatto vera ma contestata: per la legge dei grandi numeri, l’intelligenza umana è mediocre e scarsamente autonoma, ma questo difetto è sicuramente un vantaggio per la conservazione della specie e permette alla maggioranza delle persone di affrontare la vita capendone solo una minima parte.

La Vergine, dal punto di vista psicologico, tiene conto della maggioranza e le offre i supporti necessari per una strutturazione precisa. Ecco perché, pur aspirando a un livellamento universale, questo segno sa benissimo che il suo sogno è utopico e che le differenze esistono, e aggira l’ostacolo sostituendo la scala di valori con la scala gerarchica: in altre parole, sostituisce il talento e le qualità innate con il merito conquistato a fatica.

Anche qui è evidente che la scala gerarchica altro non è che una forma di riproduzione artificiale in quanto avviene liberamente nella realtà con la selezione naturale, ma risponde anche a un altro scopo della Vergine: la possibilità di controllo. Infatti, tutto ciò che è catalogato, etichettato e schedato è sempre reperibile, in qualsiasi momento è utilizzabile e quindi controllabile. Da qui nasce l’apparato burocratico e il suo strumento più utile che è lo stato civile.

Alla Vergine è legato il culto del “nome preciso” (cioè il nome di battesimo delle persone ma anche il nome corretto degli oggetti) mentre nei Pesci si annida il desiderio dello pseudonimo/soprannome, cioè del nome “falso”. L’identificazione onomastica a scopo di controllo viene estesa dagli uomini agli animali  alle piante. La Vergine è un segno dal “pollice verde”, cioè capace di coltivare, ma questo non è sempre amore per la natura: è  principalmente uno strumento usato per dominare il mondo naturale attraverso trapianti, innesti e, soprattutto, cesoie. Insomma, la Vergine ha bisogno di capire e carpire i segreti genetici e assoggettarli – in ogni contesto.

Dal rifiuto della morte nel segno scaturisce un atteggiamento particolare nei confronti del corpo: a differenza del Toro, il cui concetto di salute è benessere e gioia di vivere (e quindi cura anche dello stato psicologico – ricordiamoci che Freud era Toro), la Vergine vive il corpo come una sorta di meccanismo da mantenere in funzione a tutti i costi e con tutti gli artifici possibili: non importa come l’uomo vive, purché viva.

Questa visione rende evidente come la Vergine sia un segno pieno di fiducia nella tecnica e nella capacità di applicarla. Oltre alla capacità manuale, o meccanica, la tecnica richiede anche l’attenzione, facoltà legata a Mercurio e dunque presente anche in Gemelli e Scorpione, ma che la Vergine sviluppa in modo diverso: non è semplice curiosità (Gemelli), non è interesse per l'”oltre” (Scorpione), è un’attenzione implacabilmente fissata sulla realtà immediata e concreta: un’attenzione altissima, concentratissima ma anche limitata al qui e ora.

Questa caratteristica, che può spingere la Vergine ad atteggiamenti considerati un po’ aberranti dagli altri segni (per esempio, andare al funerale di una persona amata e notare che qualcuno presente non è vestito correttamente oppure alzarsi a notte fonda perché il pargolo piange e annodarsi garbatamente la vestaglia), rispecchia una sua caratteristica un po’ ossessiva: la caccia all’errore. Tale atteggiamento viene spesso definito come perfezionismo che però non è il termine più adatto per questo segno: il perfezionismo è soprattutto estetico (quindi più vicino alla Bilancia) mentre per la Vergine è importante l’esattezza più del bello, è più pignola che perfezionista.

Per la Vergine non esiste solo l’errore in sé, ma esiste principalmente lo strappo a un codice di comportamento o a un elenco di istruzioni largamente condivise. La passione per la regola e l’orrore per la trasgressione fanno sì che il nativo consideri perfettamente prevedibile e controllabile quanto è contenuto nella regola stessa mentre rimane sprovveduto di fronte a quanto vada al di là. Al contrario, il nativo dei Pesci, poiché ignora sistematicamente le regole, è pronto ad adattarsi in modo elastico-nettuniano a qualsiasi situazione imprevista.

La Vergine è un segno efficiente e, per la legge del contrappasso, il notare implacabilmente gli errori altrui la rende suscettibile alle critiche. La ragione di questo fenomeno si trova nel suo condizionamento principale: “non commettere errori” è l’imperativo categorico del segno, e quindi chi la coglie in fallo scatena violenti sensi di colpa, complessi di inferiorità svelando una grande vulnerabilità.

La Vergine, essendo un segno che mira a conservare, non è spendacciona ma neanche tirchia – però vive il denaro sempre come un problema, una sorta di tabù che esorcizza nevroticamente: preferisce il risparmio all’investimento e questo corrisponde alla sua idiosincrasia per l’avventura, per il rischio, per le programmazioni a lunga durata proiettate in un futuro in cui si presenti una possibile evoluzione.

Pesci

Questo segno, che recita “io fuggo”, è un segno mobile cioè versatile che, come la Vergine, indirizza la propria energia verso l’interno e il passato. I Pesci sono inequivocabilmente femminili, introversi, passivi e rappresentano il trionfo di Nettuno e Venere: infatti non contestano il patriarcato ma condensano tutte le forze che la solarità ha messo in minoranza e che ciclicamente si ripresentano per segnare la fine di un periodo.

In questo segno si ha un’apertura sull’infinito, non per niente molti Pesci hanno la vocazione per l’astronomia, l’astrologia o l’astrofisica: spalancando gli occhi sull’universo scappano dalla costrizione casa-famiglia-routine tipica del segno opposto. Ciò che più colpisce nei Pesci è la dilatazione del pensiero che esclude i banali ritmi del reale e la convenzione della regola, santificando le virtù della fantasia e il diritto all’errore.

Da questa base si analizza la femminilità del segno che non è femminismo – i Pesci sono lontanissimi dalle battaglie femministe, accettano la passività della donna come sua caratteristica innata – ma è nei Pesci che si libera e trionfa la genialità femminile, ossia -nella visione zodiacale – la genialità a tutto tondo.

Il genio e la genialità nascono da condizionamenti onirici che sono il frutto naturale del governatore del segno, Nettuno, e figli artisticamente elaborati di Venere, in esaltazione nel segno. A volte, infatti, i sogni si traducono in letteratura, pittura, musica o anche in colpi di genio e balzi avanti scientifici.

La regola  che nella Vergine ha funzione conservatrice e la caccia all’errore che implica il rispetto assoluto per uno schema preordinato, accanto alla fiducia nella riproduzione genetica dell’uguale a sé e la fede nella riproduzione tecnica dell’uniforme, nel segno dei Pesci vengono completamente messi in discussione e stravolti: il nativo, infatti, alimenta una naturale tendenza al disordine, un caos miniaturizzato nella vita quotidiana (pensate a scrivanie o borse di amici/che Pesci) – sempre però potenzialmente generatore di metamorfosi.

I Pesci sono prevalentemente mistici perché tendono a credere di più a quei miracoli e avvenimenti incomprensibili che a ciò che è razionale e analitico e quindi fanno più affidamento su fenomeni che rappresentano il più sconvolgente tabù dell’ordine prestabilito: per esempio, la carta di identità che riemerge dal frigorifero non sciocca nessun Pesci vivente.

La vaghezza dei Pesci tocca vette di stravaganza proprio perché spesso alimentata dalla genialità nettuniana. Visto però che i geni sono rari, è difficile per gli altri segni credere che il caos cosmico dei Pesci serva in effetti a qualcosa – di sicuro non serve ad archiviare bollette ma è indispensabile nelle situazioni di emergenza dove è necessario affrontare l’imprevedibile. Le doti di intuizione e fantasia prodotte dalla combinazione Nettuno-Venere consentono al nativo di adattarsi con rapidità a eventi che colgono di sorpresa tutti gli altri segni.

Lo spirito di iniziativa e di improvvisazione, insieme alla capacità di sfruttare l’errore sono la struttura portante del dodicesimo segno. L’errore per il nativo è una porta spalancata sul nuovo e sul diverso – è il motore che mette in azione l’intuito.

I Pesci, immersi nel mondo liquido della fantasia, sono facilmente preda di una forza centrifuga che li proietta al di là di ciò che è misurabile e terrestre e questo avviene per un condizionamento zodiacale per loro provvidenziale: l’innata pavidità. I Pesci, essenzialmente, temono tutto, vivono in uno stato di allarmismo diffuso, derivante dall’opposizione istintiva a quei riferimenti fissi (e rassicuranti) rappresentati dalla Vergine e dall’essere fatalmente imbevuti di sentimentalismo che li spinge sempre ad aver paura di perdere tutto, e più di ogni cosa gli affetti.

Per la maggior parte dei nativi, la vita sentimentale è una vera e propria professione: sentirsi innamorati è una necessità vitale. Venere, e in parte la Luna (che sfugge dalle mura sicure del Cancro per tuffarsi in un mondo instabile), crea attorno a sé un’atmosfera di palpitante disponibilità affettiva, che porta i Pesci ad avere anche molti, moltissimi, amori eterni nel corso di una sola vita.

La partecipazione di Giove complica la situazione: Giove, che nel Sagittario si esprime con frettolosità e ingordigia, spinge i Pesci nella ricerca di un affetto quasi totalitario, che porta il nativo a trasformare anche l’incontro più fugace in un romanzo epocale o, quando va male, in una telenovela.

In questo soffrire, che al nativo appare stimolante, la pavidità dei Pesci diventa trepidazione e porta, purtroppo, al masochismo.

Questa tendenza si trasforma in vocazione infermieristica – che è un po’ morbosa in questo segno visto che, per occuparsi veramente dei bisognosi, è necessario anche amare l’atmosfera che si respira e trarne un godimento, una soddisfazione personale: comportamento che risulta inevitabilmente distorto e grottesco. Vediamolo in altri segni: per quanto sia affettuosa la Bilancia, ripulire il vomito di un malato la stravolge; per quanto sia generoso il Leone, fare lunghe code per reperire documenti necessari agli anziani, gli pare folle. Eppure tutto ciò è necessario e, zodiacalmente parlando, i più portati sono i Pesci che, se magari non si occupano del lato prettamente materiale, sono comunque disposti a occuparsi del lato psicologico-sentimentale dell’altrui dolore. Rimane l’aspetto poco limpido, per esempio se un’amica dice “sto benissimo”, i Pesci tendono ad accorciare la comunicazione perché hanno un’innata passione per le storie lacrimevoli.

A differenza del Cancro, che tende a difendere i deboli e i propri comodi, i Pesci non difendono i deboli in generale, ma si occupano solo di quella particolare debolezza che si traduce in sofferenza, e sostituiscono il concetto di propri comodi con il concetto di godimento emotivo legato alla cognizione del dolore.  Il Cancro rimane inserito nel processo iniziale di successione dei segni mentre i Pesci lo concludono con una fuga dalla realtà tecnico-pragmatica che risulta inebriante proprio perché tiene conto delle vittime della realtà: gli anormali condannati dalla norma, i geni malvisti dalla massa.

Una leggenda da sfatare è invece quella della pigrizia del segno. Nonostante siano opposti all’operosa Vergine, i Pesci non si ribellano al lavoro ma ne contestano la sua programmazione ripetitiva e meccanica. Infatti, danno risultati eccezionali in attività artistiche, estrose e creative e possono anche diventare uomini e donne di potere. Una caratteristica comune a tutti è la diversità difficilmente definibile ma sorprendentemente evidente. In questo caso, si inserisce Giove che rende il segno più concreto, più affamato di cose solide. Per questo motivo, non troverete un Pesci uguale a un altro.

Per quanto riguarda l’aspetto della salute, il sentimentalismo di Venere e la pavidità del segno, li spingono a parlare dei loro malanni come dei loro amori, in modo un po’ logorroico e tumultuoso. Nella maggioranza dei casi i disturbi non sono altro che immaginati, spesso per suggestione (a un Pesci basta leggere il bugiardino per sentire già gli effetti collaterali di un farmaco) ma che spingono il nativo ad abbassare le difese, almeno mentali, di fronte alla malattia.

In un contesto così confuso, dove il reale si mescola all’irreale, è davvero difficile dire se i Pesci sono realmente più fragili di altri segni.

In altre parole: ordine contro caos; merito contro talento; concretezza contro sogno; economia affettiva contro sentimentalismo.

NB

Queste descrizioni non solo assolute, il proprio segno di nascita non è mai esaustivo, si deve sempre guardare anche la posizione degli altri pianeti, l’ascendente, ecc… Però queste sono linee base, utili a capire le differenze principali tra segni opposti.

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