Il secondo chakra: le nostre emozioni

movimento, acqua, flusso, emozioni, luna

Nel secondo chakra la nostra unità diventa dualità. Passiamo dall’elemento della Terra a quello dell’Acqua, dove il solido diventa liquido, l’immobilità diventa movimento e la forma diventa mancanza di forma. Abbiamo acquisito un grado in più di libertà e di complessità.

Nell’unione con l’Altro, nascono i desideri e con essi le emozioni e la sessualità. Desideriamo unirci, superare la separazione, protenderci e crescere. Questi sono tutti aspetti della coscienza a livello del secondo chakra e tutti inducono al cambiamento.

Il cambiamento è un elemento essenziale della coscienza: è ciò che risveglia la nostra attenzione e ci stimola con domande. Senza cambiamento le nostre menti diventano ottuse, non vi è crescita, non vi è movimento, non ci può essere vita. La coscienza è stimolata dal mutamento.

La coscienza del secondo chakra, allo stesso modo, è stimolata dallo scambio continuo tra le polarità. La dualità diventa la forza motivante del movimento e del cambiamento. Ma la dualità, nascendo dall’unità iniziale, deve ritornare unità: di conseguenza, è in questo chakra che gli opposti si attraggono e creano movimento. Se il primo chakra cerca di trattenere e di creare una struttura, lo scopo del secondo chakra è quello di lasciar andare e creare flusso. Il flusso permette a un elemento di connettersi energeticamente con un altro.

E’ visualizzato come un colore arancione vivace e pieno, e il suo nome sanscrito è Svadhishthana, cioè dolcezza.E’ raffigurato come un loto con 6 petali all’interno del quale si trova un cerchio. Il secondo chakra è localizzato nella parte inferiore dell’addome tra l’ombelico e i genitali, ma racchiude l’intera sezione del corpo tra questi due punti. Questo plesso si aggancia al nervo sciatico diventando così un centro di movimento.

L’elemento di questo chakra è l’Acqua perciò il chakra corrisponde alle funzioni corporee che hanno a che fare coi liquidi: circolazione, eliminazione urinaria, sessualità e riproduzione, oltre che alle qualità dell’acqua (il flusso, l’assenza di forma, la fluidità). Questo chakra è il centro della sessualità, delle emozioni, delle sensazioni, del piacere, del movimento e dell’affetto.

E’ collegato alla Luna che influisce non solo sulle maree ma anche sui nostri desideri e passioni. La Luna governa ciò che è inconscio, misterioso, invisibile, oscuro e femminile. Di conseguenza, il piacere e i sensi sono elementi essenziali di questo chakra. Il desiderio è il seme del movimento, così come il piacere è la radice del desiderio e i sensi sono il mezzo espressivo del piacere. Il piacere è essenziale per la salute del corpo, il ringiovanimento dello spirito e il risanamento dei nostri rapporti personali e culturali.

Purtroppo, nella nostra società, veniamo costantemente messi in guardia dal piacere che viene visto come un pericoloso tentatore. Ci viene insegnato a reprimere i nostri naturali impulsi fisici e a separare il corpo dalla mente. Non ci permettiamo neanche di godere di piaceri semplici, come qualche minuto in più di sonno al mattino o una bella passeggiata. Queste misure così severe nascono dalla mente e possono provocare reazioni negative a livello emotivo.

Le emozioni (dal latino “muovere fuori”) sono l’evoluzione della coscienza attraverso il corpo. Quando veniamo colti dalle emozioni, facciamo uscire la nostra energia dall’inconscio e la facciamo scorrere nel corpo fino alla mente conscia. E’ un flusso di forza vitale attraverso il quale raggiungiamo il mutamento. Quando reprimiamo i sentimenti limitiamo il movimento, e viceversa, il movimento può liberare il blocco emotivo che provoca in noi tensione cronica. Ci vuole energia per reprimere le emozioni, ragione per cui liberare le emozioni allenta le tensioni (se lo si fa nel modo giusto).

La sessualità è un sacro rituale di unione attraverso la celebrazione della differenza. Un movimento espansivo di forza vitale, è la danza che equilibra, ristora, rinnova, riproduce. E’ il terreno di produzione di ogni nuova vita e quindi del futuro. La sessualità muove e guarisce la forza vitale dentro di noi. La forza sessuale che non trova la sua espressione sotto forma di sessualità troverà sbocco in altro modo. La sessualità frustrata può provocare dolori nella parte inferiore della schiena, crampi alle gambe, problemi renali, cattiva circolazione e rigidità alle gambe. Inoltre può portare ansia.

La sessualità è la risoluzione e la celebrazione delle nostre differenze – di ciò che ci separa o ci fa sentire soli. Salute del corpo, unione dei cuori, movimento della vita, la sessualità è la ruota d’Acqua della vita che muove la Terra di sotto e tempera il Fuoco di sopra. Il semplice atto di toccare è di estrema importanza per un sano funzionamento dell’organismo umano. Attraverso il tatto tutto il nostro sistema interno viene stimolato.

Il semplice atto di toccare è l’aspetto guaritore del secondo chakra. Stiamo dicendo all’altro: “sono qui”. Facendo così usciamo dal nostro ego e sentiamo un senso di vera connessione. Tutti possono dare affetto. Ognuno ne ha bisogno: attraverso questo atto così semplice, la vita si rinnova. La consapevolezza dell’altro dovrebbe essere equilibrata dalla consapevolezza di sé.

Il secondo chakra è associato al seme delle Coppe, nei Tarocchi; in astrologia e astronomia, alla Luna.

Il diritto espresso dal secondo chakra è il diritto “a sentire”, a provare emozioni; il suo verbo è “sentire”; è associato all’elemento Acqua e quindi ai segni Cancro, Scorpione, Pesci.

Il numero 6, a cui è associato, rappresenta equilibrio, armonia, scambio e vita comunitaria.

Le pietre utili a risvegliare questo chakra sono le pietre rosse-arancioni come corniola e corallo* che, nello specifico, servono per migliorare la concentrazione, la focalizzazione, diminuendo ansia e confusione mentale e aumentando creatività e sessualità (corniola); purificare la mente dalla depressione, aumentando il senso di leggerezza e la saggezza (corallo). Spesso è associata anche la lunaria o selenite, pietra bianco-trasparente (detta “pietra di luna” per la sua somiglianza col pianeta), capace di migliorare la sensibilità intuitiva attraverso comportamenti meno egoistici e più ricettivi.

*il corallo non è un vegetale né un minerale ma una colonia di animali (piccoli polipi) il cui scheletro è fatto di carbonato di calcio. I polipi crescono uno accanto all’altro, quindi le secrezioni di calcare si stratificano, formando così le barriere coralline.

 

Per un’analisi della salute dei chakra vi rimando al mio sito:www.margheritamistica.com/

Annunci

Il primo chakra: le nostre radici

Basi, radici, stabilità, concretezza

Questo è un chakra di importanza fondamentale, è la base su cui tutti gli altri si appoggiano. E’ connesso alla Terra e a tutto ciò che è solido e materiale, come il corpo umano, la salute, la sopravvivenza, l’esistenza materiale e monetaria. E’ la manifestazione della coscienza nella sua forma solida e tangibile. Rappresenta la necessità del corpo a restare sano e della mente ad accettare limiti e disciplina.

E’ visualizzato come un colore rosso cupo ma vibrante, e il suo nome sanscrito è Muladhara, cioè radice.E’ raffigurato come un loto con 4 petali all’interno del quale si trova un quadrato, il richiamo al 4 rimanda ai 4 elementi del regno materiale e alle 4 direzioni.

E’ localizzato nel perineo, a metà strada tra l’ano e i genitali, corrisponde al coccige; è collegato alla parte solida del corpo (ossa) e a dove passa la sostanza (intestino crasso).

A questo livello di evoluzione, la materia è una necessità innegabile. Non possiamo separarcene perché ne siamo composti. Senza corpo moriremmo, e negare il nostro corpo significa morire prematuramente. Similmente non possiamo negare il nostro legame con la Terra su cui viviamo e il suo ruolo essenziale nell’assicurarci il  futuro. Non possiamo negare l’attenzione alle nostre basi. Questo chakra ha la funzione di solidificarle.

La coscienza in questo chakra è principalmente connessa alla sopravvivenza fisica. E’ la nostra reazione istintiva per cui decidiamo se combattere o fuggire.Se non equilibriamo questo chakra prima di passare agli altri, la nostra crescita sarà priva di radici e mancherà la stabilità necessaria a una vera crescita.

Molte persone che non riescono a trovare la propria strada nella vita in realtà non hanno ancora trovato le proprie basi. A volte sono troppo occupate a guardare in alto invece che in basso. Ma è il piano terrestre il terreno di verifica delle nostre credenze ed è a livello del primo chakra che le idee diventano realtà.

Nel mondo urbano moderno si dà più importanza all’elevato invece che al basso; il linguaggio e i valori culturali riflettono questa superiorità a spese del basso (es. essere altamente considerati, esaltarsi, mirare in alto,…). Le capacità verbali e intellettuali sono meglio pagate di quelle fisiche, a livello economico e sociale. I naturali processi del corpo (pulizia, sessualità, parto, allattamento, nudità,..) sono considerati sporchi, da praticare in privato e spesso col senso di colpa.

Ma le radici sono fatte dei nostri visceri, delle emozioni istintive che sono programmate dai nostri ricordi del passato, dalle nostre tradizioni razziali e culturali. Perdendo il contatto con le basi (la società è una struttura gerarchica che schiaccia chi sta sotto per il privilegio di chi sta sopra), perdiamo il contatto con la vita e accettiamo il fatto di essere governati solo da una parte e non dall’insieme. Ignorando le basi si è soggetti a problemi di salute e disastri ecologici.

In una cultura alienata e “priva di basi”, dove la maggior parte dei valori non favorisce il corpo o i suoi piaceri, sviluppiamo il dolore. Il corpo fa male dopo una giornata di lavoro. Lo stress da competizione non ci dà la possibilità di riposare e di rinnovarci o di elaborare e liberare il nostro dolore. Man mano che diventiamo meccanizzati e urbanizzati, il nostro contatto con la Terra e la natura diventa sempre più fragile, e così la nostra salute e la nostra autostima.

Le basi implicano limitazioni. La limitazione, parola che di solito spaventa, è invece essenzialmente un principio creativo. Per esempio, se non limitassimo la nostra scelta di attività, non riusciremmo in nulla. I limiti quindi creano un contenitore che permette all’energia di addensarsi  e acquisire solidità. Le basi rappresentano un’armoniosa accettazione dei limiti naturali e quindi una forza semplificante.

Come sappiamo, coscienza e corpo esistono soltanto in un tempo e in uno spazio -il qua e adesso. I nostri pensieri, per contrasto, sono molto più versatili e si estendono al di fuori dello spazio e del tempo. Le basi proteggono il corpo dal sovraccarico delle tensioni mentali dovute alla vita quotidiana.

Ricercare le basi è un modo per affrontare lo stress. Avere contatto con il nostro corpo ci permette di avere stabilità, calma e sicurezza: possiamo sempre tornare a un buon pasto e all’ambiente familiare, per esempio, e questo ritorno rende il corpo sicuro, sano e ben nutrito, in modo che la nostra coscienza può scorrere verso altri livelli.

Il primo chakra è associato al seme dei Denari, nei Tarocchi; in astrologia, a Saturno e, in astronomia, alla Terra.

Il diritto espresso dal primo chakra è il diritto “a esserci”, a esistere; il suo verbo è “avere”; è associato all’elemento Terra e quindi ai segni Toro, Vergine, Capricorno.

Il numero 4, a cui è associato, rappresenta solidità, concretezza, senso pratico e mondo tangibile.

Le pietre utili a risvegliare questo chakra sono le pietre rosse come rubino, granato, ematite* che, nello specifico, servono per migliorare la sessualità e accettare positivamente le sfide (rubino); favorire l’autorealizzazione e migliorare il coraggio (granato); limitare l’introversione e la paura, sbloccare le energie e aumentare il rispetto di sé (ematite). A volte è associata anche la magnetite, pietra grigio-nera, che ha effetti simili a quelli dell’ematite e in più aiuta ad avere una maggiore forza di volontà.

*l’ematite, detta anche “pietra del sangue” in epoca medievale, visivamente è nera ma la sua polvere è rossa, e tinge l’acqua.

 

Per un’analisi della salute dei chakra vi rimando al mio sito: www.margheritamistica.com/

I chakra

chakra, centri energetici

Secondo la tradizione, esistono 7 chakra fondamentali che si trovano all’interno del corpo psichico e si intrecciano con il corpo fisico.

I 7 chakra si trovano accanto ai 7 più importanti nodi nervosi che fuoriescono dalla spina dorsale (dal basso: plesso coccigeo, plesso sacrale, plesso solare, plessi polmonare e cardiaco, plesso faringeo, plesso carotideo, corteccia cerebrale) e alle ghiandole più importanti del sistema endocrino (dal basso, surrenali, ovaie e testicoli, pancreas, timo, tiroide e paratiroide, pineale, pituitaria).

“Chakra” è un termine sanscrito che sta per cerchio, ruota, centro e indica un punto di intersezione in cui si incontrano corpo e mente. I chakra sono anche detti “loto” perché simboleggiano i petali del fiore che metaforicamente descrive l’apertura di un chakra. Come il loto, i chakra hanno petali che variano nel numero da chakra a chakra (dal basso all’alto: 4,6,12,16,2,1000 petali). Come i fiori, i chakra possono essere aperti o chiusi, morenti o in piena salute o trovarsi in uno stadio intermedio.

I chakra sono i componenti di un sistema di energia bio-psichico. Non funzionano da soli, ma come ingranaggi dell’insieme corpo umano-mente. Idealmente, dovrebbe esistere un flusso costante di energia attraverso tutti i chakra, che non ne favorisca e non ne ostacoli nessuno in particolare. Ogni persona, però, ha il suo particolare sistema di energia quindi non si possono definire regole fisse, ognuno è un mondo a sé. Di conseguenza, un eventuale confronto può essere fatto solo tra i chakra di un individuo e gli altri sempre dello stesso individuo.

I chakra sono vortici che girano come ruote attraendo e respingendo l’attività sul loro piano particolare mediante schemi analoghi a quelli della spirale. Ogni chakra può essere considerato un programma che gestisce determinati elementi della nostra vita.

I programmi dei chakra inferiori contengono informazioni sul corpo in termini di sopravvivenza, sessualità e azione. I chakra superiori ci conducono a stati di coscienza più universali e operano con i nostri sistemi di pensiero più profondi concernenti la spiritualità e il significato.

Tutti, essendo associati a 7 differenti livelli di coscienza, ci portando a una più profonda comprensione dello stato di coscienza associato a quel livello specifico.

Un chakra sofferente ha bisogno di essere guarito, scoprendo e rimuovendo qualsiasi cosa lo blocchi. Se un chakra è bloccato in uno stato di chiusura significa che non è in grado di generare e ricevere energia. Se invece è in eccesso (troppo aperto) significa che tende ad incanalare tutte le energie verso quel piano particolare. Un chakra chiuso evita costantemente determinate energie, mentre un chakra eccessivamente aperto è una fissazione cronica.

La forma e il contenuto dei chakra sono in gran parte costituiti dalla ripetizione degli schemi delle nostre azioni nella vita quotidiana, perché siamo sempre noi il punto centrale di queste azioni. La ripetizione di movimenti e abitudini crea dei campi nel mondo che ci circonda, anche se sono molto importanti anche fattori come i genitori e la cultura, il corpo fisico e la sua forma, la condizione in cui siamo nati e le nostre vite precedenti.

Come in una carta astrologica, l’interpretazione dei chakra ci fornisce le linee-guida e le tendenze della personalità, ma non denota nulla di immutabile. Conoscerli dice da cosa dobbiamo stare in guardia e cosa dobbiamo invece favorire.

Gli schemi all’interno dei chakra tendono a perpetuarsi, per questo motivo è facile restare intrappolati nell’azione auto-perpetuante di un chakra. Per questo motivo spesso siamo prigionieri di uno schema che ci tiene in un particolare livello (lavorativo, amoroso, esistenziale). I blocchi possono dipendere dall’eccesso o dalla chiusura di un chakra. L’obiettivo consiste nel ripulire i chakra dai vecchi schemi negativi affinché le loro azioni auto-perpetuanti abbiano un’influenza positiva e l’energia vitale possa fluire.

 

 

Casa Dodicesima, o dei Pesci

astrologia, segni zodiacali, cielo natale

Le case rappresentano le dodici parti in cui è suddiviso il cielo e rappresentano ciascuna un ambito particolare dell’esistenza e dello sviluppo psichico. Ogni casa è retta da un segno.

La casa dodicesima non indica, come generalmente si pensa, “la fine del tutto” ma la conclusione di un ciclo che invece di spegnersi, spalanca una porta su conclusioni alternative.

Nella casa dodicesima si celano l’attrazione del “diverso” e il fascino della fuga.

Generalmente, l’uomo agisce secondo un modulo che costruisce attorno alla sua egopatia le barriere rassicuranti del territorio, della famiglia, della casa, del lavoro, che, alla fine, lo convincono di far parte di una sana normalità (casa sesta). Le case al di sopra dell’orizzonte, come abbiamo visto, propongono un progressivo distacco che, dopo aver raggiunto nell’undicesima un atteggiamento critico nei confronti del comportamento egopatico-vitalistico in generale, scivola con la dodicesima nella contestazione esplicita della normalità.

La normalità, secondo la casa sesta, corrisponde al modo di pensare della maggioranza e all’oggi. Una normalità a cui si contrappone l’eccezionalità rappresentata dalla casa dodicesima e la sensazione che il tempo sia un continuum senza interruzioni.

La casa prima esalta l’unicità dell’Io, la casa settima l’esistenza degli Altri, la quarta proclama come si sta bene in casa e in famiglia, la decima, al contrario, l’autonomia dalla casa e dalla famiglia, la sesta e la dodicesima avanzano sulle sabbie mobili del dubbio. La dodicesima è attratta e insieme terrorizzata dal salto nel buio, dalla fuga, dall’eccezione mentre la sesta, pur riconoscendo l’esistenza del diverso lo affronta normalizzandolo, livellandolo, appiattendolo.

Ma è nella dodicesima casa che il diverso si oppone alla norma e da qui si fa presto a collegare alla casa i luoghi dove l’anormalità viene confinata, e lo stato di isolamento forzato che poi si tramuta in solitudine, non più obbligata ma desiderata. Sappiamo bene che la fantasia, l’estro e il genio creano attorno a sé una diffidenza che presto si trasforma in astio, e da qui vediamo come la diversità sia spesso osteggiata.

Mentre la casa ottava rappresenta l’occulto, cioè quello che l’uomo sa ma nasconde o mimetizza per il gusto della menzogna o del segreto, la dodicesima rappresenta l’ignoto, che non è l’inconoscibile ma ciò che ancora non è identificato e che può essere quindi scoperto facendoci provare gioia. La dodicesima può affrontarlo con audacia essendo una casa il cui movimento è esplicitato dalla curiosità.

Alla necessità di cura relativa a corpo e abbigliamento, la dodicesima risponde con scarso interesse per il vestire e per la salute o eccentricità e ipocondria; alla necessità di ordine e metodo, la dodicesima esprime insofferenza per le regole e panico emotivo di fronte agli ingranaggi burocratici; alla necessità di catalogazione ed etichettatura, la dodicesima suggerisce il desiderio di cambiare nome o la fissazione per imperituri soprannomi; alla tendenza al servilismo, la dodicesima indica la tendenza a non servire gli altri e a non farsi servire; alla tendenza all’impiego dipendente, la dodicesima esprime spesso il desiderio e/o la possibilità di lavorare in proprio; opposta all’abilità tecnica, la dodicesima reagisce con una profonda diffidenza nei confronti della tecnica stessa; alla smania di stabilità e di eternità nel presente, la dodicesima esprime il desiderio di fuga da una realtà vissuta come costrittiva e può spingere tale desiderio fino al vagheggiamento della morte; opposta alla fiducia pragmatistica nel presente, la dodicesima esprime spesso una pari fiducia nel futuro immateriale, nell’aldilà mistico; opposta alla collettività di massa totalitaria e indistinta, la dodicesima propone collettività alternative – eremiti, pazzi, e poeti.

In breve, la casa dodicesima rappresenta il nostro rapporto col diverso e il rifiuto per la normalità, le regole e il presente.

 

 

Casa Undicesima, o dell’Acquario

astrologia, segni zodiacali, cielo natale

Le case rappresentano le dodici parti in cui è suddiviso il cielo e rappresentano ciascuna un ambito particolare dell’esistenza e dello sviluppo psichico. Ogni casa è retta da un segno.

Rispetto alla casa quinta, casa del rischio e dell’eccesso, del bisogno di identificazione dell’Io con il potere e il sesso, la casa undicesima trasforma questa energia così vitalistica in una spinta verso una maggiore autonomia, distaccandosi dall’idea che il sentirsi ardenti e fecondi sia l’unico scopo della vita.

In questo modo toglie molti appoggi solari all’Io ipertrofico della casa quinta: in questa casa, se è stata raggiunta la sicurezza della decima, vengono offerte delle possibilità di osservazione più libere e anticonformistiche relative alla condizione umana.

Da qui ne deriva il carattere antididascalico della casa, il non voler dare lezione agli altri, l’impossibilità di seguire regole comuni, la preferenza nel mutare e dare un contributo assolutamente personale e originale.

“Vivi e lascia vivere” è il motto di questa casa che si identifica col piacere di scegliere ciò che piace, e quindi, principalmente le amicizie, che sono l’elemento fondante della casa undicesima che è la casa sociale per eccellenza. In questa casa sparisce la visione paranoica degli Altri.

Tipico della casa è lo sradicamento rispetto alla propria famiglia, e anche questo spinge l’individuo a crearsi una propria comunità, esterna e scollegata, ma piena di affetto, affidabile e generosa.

Il distacco e la tiepidezza di questa casa è solo a un passo dall’anormalità della dodicesima. Questo lo si può notare nella nostra società, dove l’individuo considerato normale è quello che vive secondo i canoni della casa quinta definiti secondo la necessità di riproduzione, chiasso, il dovere di insegnare a tutti la propria verità, il successo personale. Ma proprio questo tipo di individuo si inserirà poi nella mediocrità della casa sesta affidando tutti i suoi problemi di durata e  e continuità allo stipendio fisso, alla previdenza sociale e alla mutua.

Al contrario, il distaccato temperamento dell’undicesima, allontanerà l’individuo dal culto dell’energia fine a se stessa, dalle passioni eccessive, dal bisogno di consumare troppe energie senza uno scopo preciso.

Da qui deriva anche la diplomazia tipica della casa, retta dalla capacità di accettare punti diversi e contrastanti e dalla convinzione che una frase conciliante sia più utile di una discussione.

Una casa costruita sul “non essere in un certo modo” insegna a essere anticonvenzionali, spianando la via alla casa dodicesima che insegnerà a essere antiregolamentari. Ovviamente, il rischio di entrambe le case è quello di scontrarsi con un mondo retto da regole e pregiudizi.

La pace di questa casa ha un prezzo alto: nostalgie confuse o manifeste causate dal fuoco, dalle fiamme, dalla spinta sessuale-vitalistica dell’Io della casa quinta.

In breve, la casa undicesima rappresenta la nostra capacità di pensare in maniera alternativa e distaccarci dalla visione egocentrica della personalità.

 

Casa Decima, o del Capricorno

astrologia, segni zodiacali, cielo natale

Le case rappresentano le dodici parti in cui è suddiviso il cielo e rappresentano ciascuna un ambito particolare dell’esistenza e dello sviluppo psichico. Ogni casa è retta da un segno.

Rispetto alla casa quarta, che ignora e annulla il rapporto con gli Altri trovando rifugio nel grembo materno, la casa decima volta le spalle a tutto ciò che costituisce il nucleo protettivo e rassicurante dell’Io e rinuncia al bisogno di difesa definendo una scelta esistenziale basata sull’autonomia.

La simbologia del successo, che è fatto di risultati e non di parole, qui diventa uno stato d’animo, una necessità vitale, legata molto spesso a una grande indipendenza mentale, fisica, spirituale.

Il distacco mentale e/o fisico dalla famiglia, in questa casa diventa rinuncia al desiderio massificato, al pensiero comune. Infatti la casa decima, a causa del legame Capricorno-Saturno, è la casa dove si può raggiungere il massimo distacco emotivo, una grande indipendenza di pensiero che modera ed economizza la sfera emotiva.

In questa casa l’Io è privo di pietà, che non è sinonimo automatico di spietatezza, ma che indica la grande concentrazione impiegata dall’individuo verso la soddisfazione delle proprie ambizioni personali.

In breve, la casa decima rappresenta la nostra ambizione vitale e l’economia emotiva.

Casa Nona, o del Sagittario

astrologia, segni zodiacali, cielo natale

Le case rappresentano le dodici parti in cui è suddiviso il cielo e rappresentano ciascuna un ambito particolare dell’esistenza e dello sviluppo psichico. Ogni casa è retta da un segno.

La casa nona, rispetto alla terza, assume uno slancio avventuroso, ricerca spazi più ampi e si stacca dalla socialità “familiare”, fatta di fratelli-genitori-amici, per incontrare persone straniere, diverse, lontane dal proprio Io.

La mobilità mentale acquista ricchezza e profondità, se Nettuno è presente nella casa, e aumenta l’irrequietudine e il desiderio di spingersi sempre oltre.

Questa casa non è gregaria, anzi valorizza e sprona l’attitudine ad arrivare lontano e ad arrivarci per primo.

La casa nona è la meno problematica perché presenta in se stessa due rappresentazioni ben definite: l’individuo può essere un esploratore indefesso, che va sempre oltre, che non accetta limiti e che è attratto dal diverso o il docente universitario che tende a organizzare i concetti in maniera dottrinale, imponendosi con l’uso sapiente della parola.

La vera chiave di lettura di questa casa è la fiducia in se stessi: dopo aver preso coscienza degli Altri (casa settima) e staccatosi dal territorio conosciuto (casa ottava), l’individuo deve mescolare la curiosità per il lontano con la certezza di poterlo raggiungere.

L’ingenuità, divenuta furbizia nella casa terza, diventa una forza esplosiva che rende tutto possibile e si manifesta nel senso dell’umorismo che, a seconda di come è abitata la casa, può tradursi in comicità o sarcasmo. Ovviamente, affinché ciò si verifichi, deve mancare la paura del ridicolo.

In breve, la casa sesta rappresenta il nostro rapporto con l’avventura e il valore che assume per noi il “viaggio”.