Il primo chakra: le nostre radici

Questo è un chakra di importanza fondamentale, è la base su cui tutti gli altri si appoggiano. E’ connesso alla Terra e a tutto ciò che è solido e materiale, come il corpo umano, la salute, la sopravvivenza, l’esistenza materiale e monetaria. E’ la manifestazione della coscienza nella sua forma solida e tangibile. Rappresenta la necessità del corpo a restare sano e della mente ad accettare limiti e disciplina.

E’ visualizzato come un colore rosso cupo ma vibrante, e il suo nome sanscrito è Muladhara, cioè radice.E’ raffigurato come un loto con 4 petali all’interno del quale si trova un quadrato, il richiamo al 4 rimanda ai 4 elementi del regno materiale e alle 4 direzioni.

E’ localizzato nel perineo, a metà strada tra l’ano e i genitali, corrisponde al coccige; è collegato alla parte solida del corpo (ossa) e a dove passa la sostanza (intestino crasso).

A questo livello di evoluzione, la materia è una necessità innegabile. Non possiamo separarcene perché ne siamo composti. Senza corpo moriremmo, e negare il nostro corpo significa morire prematuramente. Similmente non possiamo negare il nostro legame con la Terra su cui viviamo e il suo ruolo essenziale nell’assicurarci il  futuro. Non possiamo negare l’attenzione alle nostre basi. Questo chakra ha la funzione di solidificarle.

La coscienza in questo chakra è principalmente connessa alla sopravvivenza fisica. E’ la nostra reazione istintiva per cui decidiamo se combattere o fuggire.Se non equilibriamo questo chakra prima di passare agli altri, la nostra crescita sarà priva di radici e mancherà la stabilità necessaria a una vera crescita.

Molte persone che non riescono a trovare la propria strada nella vita in realtà non hanno ancora trovato le proprie basi. A volte sono troppo occupate a guardare in alto invece che in basso. Ma è il piano terrestre il terreno di verifica delle nostre credenze ed è a livello del primo chakra che le idee diventano realtà.

Nel mondo urbano moderno si dà più importanza all’elevato invece che al basso; il linguaggio e i valori culturali riflettono questa superiorità a spese del basso (es. essere altamente considerati, esaltarsi, mirare in alto,…). Le capacità verbali e intellettuali sono meglio pagate di quelle fisiche, a livello economico e sociale. I naturali processi del corpo (pulizia, sessualità, parto, allattamento, nudità,..) sono considerati sporchi, da praticare in privato e spesso col senso di colpa.

Ma le radici sono fatte dei nostri visceri, delle emozioni istintive che sono programmate dai nostri ricordi del passato, dalle nostre tradizioni razziali e culturali. Perdendo il contatto con le basi (la società è una struttura gerarchica che schiaccia chi sta sotto per il privilegio di chi sta sopra), perdiamo il contatto con la vita e accettiamo il fatto di essere governati solo da una parte e non dall’insieme. Ignorando le basi si è soggetti a problemi di salute e disastri ecologici.

In una cultura alienata e “priva di basi”, dove la maggior parte dei valori non favorisce il corpo o i suoi piaceri, sviluppiamo il dolore. Il corpo fa male dopo una giornata di lavoro. Lo stress da competizione non ci dà la possibilità di riposare e di rinnovarci o di elaborare e liberare il nostro dolore. Man mano che diventiamo meccanizzati e urbanizzati, il nostro contatto con la Terra e la natura diventa sempre più fragile, e così la nostra salute e la nostra autostima.

Le basi implicano limitazioni. La limitazione, parola che di solito spaventa, è invece essenzialmente un principio creativo. Per esempio, se non limitassimo la nostra scelta di attività, non riusciremmo in nulla. I limiti quindi creano un contenitore che permette all’energia di addensarsi  e acquisire solidità. Le basi rappresentano un’armoniosa accettazione dei limiti naturali e quindi una forza semplificante.

Come sappiamo, coscienza e corpo esistono soltanto in un tempo e in uno spazio -il qua e adesso. I nostri pensieri, per contrasto, sono molto più versatili e si estendono al di fuori dello spazio e del tempo. Le basi proteggono il corpo dal sovraccarico delle tensioni mentali dovute alla vita quotidiana.

Ricercare le basi è un modo per affrontare lo stress. Avere contatto con il nostro corpo ci permette di avere stabilità, calma e sicurezza: possiamo sempre tornare a un buon pasto e all’ambiente familiare, per esempio, e questo ritorno rende il corpo sicuro, sano e ben nutrito, in modo che la nostra coscienza può scorrere verso altri livelli.

Il primo chakra è associato al seme dei Denari, nei Tarocchi; in astrologia, a Saturno e, in astronomia, alla Terra.

Il diritto espresso dal primo chakra è il diritto “a esserci”, a esistere; il suo verbo è “avere”; è associato all’elemento Terra e quindi ai segni Toro, Vergine, Capricorno.

Il numero 4, a cui è associato, rappresenta solidità, concretezza, senso pratico e mondo tangibile.

Le pietre utili a risvegliare questo chakra sono le pietre rosse come rubino, granato, ematite* che, nello specifico, servono per migliorare la sessualità e accettare positivamente le sfide (rubino); favorire l’autorealizzazione e migliorare il coraggio (granato); limitare l’introversione e la paura, sbloccare le energie e aumentare il rispetto di sé (ematite). A volte è associata anche la magnetite, pietra grigio-nera, che ha effetti simili a quelli dell’ematite e in più aiuta ad avere una maggiore forza di volontà.

*l’ematite, detta anche “pietra del sangue” in epoca medievale, visivamente è nera ma la sua polvere è rossa, e tinge l’acqua.

 

Per un’analisi della salute dei chakra vi rimando al mio sito: www.margheritamistica.com/

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