Il terzo chakra: la nostra volontà

Il primo chakra ci dà solidità, stabilità, concentrazione e forma. Qui conosciamo l’unità. Passando al secondo scopriamo la differenza, il cambiamento e il movimento, abbracciando le polarità e scoprendo le passioni della differenza, della scelta, delle emozioni e del desiderio: oltre i semplici istinti di sopravvivenza, verso il desiderio di piacere e la fusione con l’Altro.

Quando uniamo materia e movimento, si crea un terzo stato: l’energia ovvero il terzo chakra che, psicologicamente, si lega alla scintilla dell’entusiasmo che accende il potere e la volontà; nel nostro comportamento rappresenta l’azione. Il suo scopo è la trasformazione.degli elementi passivi della terra e dell’acqua in energia dinamica e potere, ossia nel fuoco.Il suo compito consiste nel superare l’inerzia. La nostra volontà mette insieme l’immobilità e il movimento in un modo che guida le azioni e governa il nostro mondo.

La parte più difficile è l’inizio. Un volta acceso il fuoco, esso brucia più facilmente, basta solo alimentarlo. Una volta superata l’inerzia fino al punto in cui l’energia viene prodotta senza fatica, il terzo chakra “ingrana” e inizia a produrre energia con minore sforzo e volontà. Fare qualcosa con facilità è un segno di vero potere.

E’ visualizzato come un colore giallo acceso, e il suo nome sanscrito è Manipura, cioè “gioiello splendente”. E’ raffigurato come un loto con 10 petali all’interno del quale si trova un triangolo. Il terzo chakra è localizzato nel plesso solare proprio dove si ha la sensazione di avere “le farfalle nello stomaco” quando si è nervosi – cioè quando il terzo chakra non è sano. Si tratta di un chakra focoso e solare, che ci porta luce, calore, energia e potere. Rappresenta l’azione, la volontà, la vitalità. Poiché si estende da sotto lo sterno fino all’ombelico, è detto anche il “chakra dell’ombelico”.

Il terzo chakra regola il sistema metabolico, ed è responsabile della regolazione e della distribuzione dell’energia metabolica in tutto il corpo. Questo avviene attraverso la combustione della materia (cibo) in energia (azione e calore). L’apparato digerente è perciò parte importante di questo processo. Le disfunzioni come il diabete, l’ipoglicemia o l’ulcera dello stomaco sono ad esso direttamente collegate.

Questo chakra è anche collegato con l’autostima, che rafforzala nostra volontà. Se la nostra volontà è efficace, anche la nostra autostima ne viene stimolata. Dobbiamo cercare di sviluppare il potere come integrazione, cioè il “potere interiore”. Il potere di entrare in contatto con le forze della vita. Quando pensiamo al potere, possiamo considerarlo un verbo attivo piuttosto che un sostantivo, perché in effetti il potere esiste solo nel fare, nell’”alimentare” mutamenti o idee. Possiamo sostituire la locuzione “potere su” con il “potere di”.

Per attraversare questo chakra e raggiungere il successivo, dobbiamo ridefinire il nostro concetto di potere, stabilendo che è quello che serve a favorire, rafforzare e sviluppare. Le strutture del potere devono assicurare e non minacciare la continuazione della specie e delle risorse.

Per avere il potere dobbiamo essere consci e comprendere i rapporti tra le cose. Dobbiamo essere in grado di percepire e assimilare nuove informazioni, in modo da regolare le nostre azioni per ricavarne il massimo effetto. Dobbiamo essere in grado di creare e immaginare gli eventi fuori dal tempo e dallo spazio presenti. Dobbiamo avere conoscenza, memoria e capacità di ragionare.

La volontà è un cambiamento consapevolmente controllato. Dato che il secondo chakra ci apre alla dualità, ci si presentano delle scelte. E fare queste scelte origina la volontà che è il mezzo con cui creiamo il nostro futuro. Il potere personale senza volontà non è possibile. Volontà significa comprendere che possiamo considerare ogni sfida come un’opportunità di risvegliarci al nostro massimo potenziale. Con questo non si nega quanto è accaduto in precedenza, ma lo si integra, usandolo come punto di partenza per il futuro.

Scoprire e usare la nostra volontà  è difficile, la maggioranza delle persone vive il potere come qualcosa di esterno e quindi non applica la propria volontà ma se ne sta ad aspettare “un segno”, un’indicazione, una decisione di altri. Questo significa evitare le proprie responsabilità. Quando conosciamo la nostra volontà ritorniamo a un livello più pratico, perché sappiamo come usarla in maniera efficace.

Arrivando al terzo chakra quindi è necessario che la smettiamo di considerarci delle vittime e che comprendiamo che un cambiamento duraturo può derivare solo dai nostri sforzi. Se incolpiamo gli altri, la nostra unica speranza di migliorare consiste nello sperare che gli altri cambino, e questo è qualcosa che è al di là dei nostro controllo. Se ci assumiamo le nostre responsabilità, i cambiamenti rientrano nell’ambito della nostra volontà. Allora possiamo davvero superare le circostanze sfavorevoli.

Gli attributi del terzo chakra (potere, volontà, vitalità e autodisciplina) si basano sull’autostima. Se abbiamo una forte autostima, siamo fiduciosi, sicuri di noi, attivi, disciplinati ed essenzialmente soddisfatti della vita. Se abbiamo un’autostima scarsa, siamo pieni di dubbi e recriminazioni che agiscono come dighe sull’impulso psichico necessario a mettere in moto le cose. In questo caso finiamo invischiati nell’inerzia e il demone della vergogna entra nel terzo chakra. La vergogna è l’antitesi dell’autostima, essa interrompe il flusso proveniente dalla base ed esagera l’energia mentale che scende dall’alto. In questo modo l’energia si rivolta contro l’essere e non si proietta verso l’esterno.

L’autostima scaturisce da un senso realistico dell’essere. Inizialmente nasce dal corpo e dall’identità fisica e in tal modo ci dà limiti e confini. Poi cresce nel secondo chakra, aggiungendo identità emotiva, che dà vitalità alla nostra esperienza dell’essere, e ci mantiene felici ed armoniosi. Infine, l’autostima nasce dalla fatica e dagli errori commessi nei nostri tentativi, dai rischi corsi, dai successi e dai fallimenti e ci garantisce un senso realistico delle nostre capacità. Con l’autodisciplina affiliamo le nostre capacità, che costituiscono la base dell’autostima.

Il terzo chakra è associato al seme dei Bastoni, nei Tarocchi; in astrologia e astronomia, a Marte e al Sole.

Il diritto espresso dal terzo chakra è il diritto “a esercitare la propria volontà”, ad agire; il suo verbo è “potere”; è associato all’elemento Fuoco e quindi ai segni Ariete, Leone, Sagittario.

Il numero 10, a cui è associato, simboleggia la perfezione, essendo la somma dei primi quattro numeri (1+2+3+4=10), indica illimitate possibilità, finalizzate al miglioramento del sistema di vita individuale e sociale, attraverso un’educazione più emancipata e responsabile.

Le pietre utili a risvegliare questo chakra sono le pietre gialle come ambra, topazio e quarzo citrino che, nello specifico, infondono spensieratezza e felicità, aumentando la capacità decisionale, rafforzando la fiducia in se stessi e la motivazione personale (ambra); aiutano a trovare il proprio scopo nella vita, raggiungendo una maggiore consapevolezza dei propri pensieri, sentimenti e azioni (topazio); aiutano a promuovere l’individualità, la sicurezza e il coraggio di vivere, favorendo la risoluzione dei conflitti (quarzo citrino).

 

Per un’analisi della salute dei chakra vi rimando al mio sito:www.margheritamistica.com/

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