Il quinto chakra: la nostra voce

Il quinto chakra è legato alla comunicazione per mezzo del suono, della vibrazione, dell’espressione di sé e della creatività. E’ il regno della coscienza che controlla, crea, trasmette e riceve la comunicazione, sia in noi stessi sia l’uno con l’altro. E’ il centro della creatività dinamica, della sintesi di vecchie idee in qualcosa di nuovo. I suoi attributi comprendono la capacità di parlare, ascoltare, scrivere, cantare e utilizzare tutte le arti, soprattutto quelle collegate al suono e al linguaggio.

La comunicazione è il processo di trasmettere e ricevere informazioni attraverso una rappresentazione simbolica di schemi. Sotto forma di parole scritte o pronunciate, di ritmi musicali, di presagi o di impulsi elettrici inviati al cervello, il quinto chakra è il centro che traduce in informazioni questi simboli.

La comunicazione, grazie alla sua natura simbolica, è una chiave essenziale per accedere ai piani interiori. I simboli sono il mezzo con cui rappresentiamo il mondo nel modo più efficace.

Salendo, ci allontaniamo dallo stato fisico ancora di un passo. La comunicazione è il nostro primo livello di trascendenza fisica in quanto ci permette di trascendere gli ordinari limiti del corpo fisico. E’ un atto di connessione.

Il chakra della comunicazione, detto chakra della gola, è localizzato nella zona del collo e delle spalle. Il suo colore è l’azzurro, un azzurro luminoso, brillante, e il suo simbolo è un loto con 16 petali con all’interno un triangolo con la punta rivolta verso il basso. Il suo nome sanscrito è Visuddha che significa “purificazione”. Questo significa che, per aprire questo chakra, il corpo deve raggiungere un certo livello di purificazione e sensibilità e che il suono, avendo una natura purificante, ha la capacità di armonizzare le frequenze altrimenti dissonanti dentro e fuori di noi.

L’elemento associato al quinto chakra è l’etere, detto anche spirito o spazio. Il suono è l’elemento associato a questo chakra perché è la rappresentazione materiale di un campo invisibile di vibrazioni, cioè dell’etere.

Operando sul quinto chakra, una persona diventa consapevole a livello vibrazionale. Possiamo rispondere al tono di una voce più che alle parole effettivamente pronunciate. Sfortunatamente, la maggior parte di noi non è consciamente consapevole delle proprie azioni e reazioni su tale piano.

Il ritmo, caratteristica di questo chakra, tende a perpetuarsi. Per esempio, se ci svegliamo in uno stato mentale calmo ed equilibrato vivremo le nostre interazioni in modo calmo ed equilibrato. D’altra parte, se ogni giorno dobbiamo affronta un’occupazione stressante, saremo perennemente coinvolti in un tipo di vibrazione completamente diverso. Questo ritmo colpisce la vittima fino al livello cellulare e ne interessa i pensieri, le azioni e le emozioni.

Il ritmo o vibrazione simpatica (la risonanza) si manifesta quando due forme d’onda di frequenza simile “entrano in fase” l’una con l’altra, cioè oscillano insieme nello stesso tempo. L’onda risultante è una combinazione di due onde originali: ha la stessa frequenza ma una maggiore ampiezza. L’ampiezza è la distanza percorsa da un’onda in oscillazione completa: in altre parole, il potere cresce quando le forme d’onda sono in risonanza.

Le persone che vivono nella stessa casa vibrano sullo stesso ritmo (per es. le donne che vivono/lavorano insieme hanno il ciclo nello stesso periodo). Come cultura, vibriamo sullo stesso ritmo di vicini, amici e parenti. Siamo influenzati dall’ambiente, a un livello profondo, fatto di vibrazioni interiori.

Questo è un concetto importante: se non siamo in grado di entrare in risonanza con le frequenze vibrazionali che ci circondano, non possiamo sperimentare il nostro legame con il mondo. Se non entriamo in risonanza, non possiamo comunicare. Senza comunicazione siamo isolati, separati e distaccati da quell’energia così vitale per la nostra salute. La comunicazione, che sia orale, chimica, mentale o elettrica alimenta, crea e sostiene la vita. Senza di essa moriremmo.

Quando risuoniamo veramente con qualcosa, questa ci influenza profondamente. Le nostre vibrazioni possono scatenare un nuovo pensiero o una nuova vibrazione, risvegliando la coscienza in un altro. Possiamo scegliere di influenzarlo positivamente o negativamente, contribuendo con vibrazioni buone o cattive, cioè in armonia o fuori fase.

Le onde sonore possono avere degli effetti sulla materia e sulla coscienza. Questa è l’idea di base che sta dietro ai mantra – suoni sacri usati nella meditazione. La parola deriva da “man”, cioè mente, e “tra”, cioè proiezione/strumento. I mantra sono strumenti per proteggere la mente dalle trappole dei cicli non-produttivi di pensiero e azione. I mantra servono come strumenti di messa a fuoco per rendere calma la mente. Un mantra ha lo scopo di risvegliare la mente dal sonno abituale dell’ignoranza. Il ritmo del suono funziona a livello subconscio e permea i nostri ritmi interiori: fa parte della magia dei mantra il fatto di non pensare al significato, perché trascendiamo gli aspetti frammentari della mente conscia.

Ma se il significato viene ascritto ad un particolare suono, come nell’uso di un’affermazione che ripetiamo a noi stessi ogni giorno (es. Io sono amore), il ritmo della ripetizione ci aiuta a infonderne il significato nella coscienza. Pronunciato ad alta voce per pochi minuti ogni mattina, un mantra efficace può riverberarsi silenziosamente nella mente per tutto il giorno, portando con sé l’impronta delle sue vibrazioni, della sua immagine e del suo significato. Se il mantra è lento e tranquillo, può produrre uno stato di calma e di rilassamento che perdura per tutta la giornata.

Il quinto chakra è legato anche alla telepatia ossia all’arte di comunicare attraverso il tempo e lo spazio senza usare nessuno dei normali cinque sensi. Esistono relativamente poche persone capaci di questa forma di comunicazione tuttavia è qualcosa a cui tutti rispondiamo in modo subliminale. Con un quinto chakra ben sviluppato questo tipo di comunicazione diventa accessibile.

La telepatia potrebbe essere definita l’arte di udire i sussurri della mente di un’altra persona. Per farlo, dobbiamo avere quiete nella nostra mente. Ma la maggior parte di noi ha, per natura, una grande confusione nella testa. Parliamo sempre tra di noi o facciamo girare dei nastri nella nostra mente, e questo, aggiunto ai soliti rumori circostanti, riduce la capacità ricettiva del quinto chakra. La telepatia è uno scambio mentale che fluttua attraverso l’etere e permette uno scambio su un piano non-fisico.

Il quinto chakra è associato, in astrologia e astronomia, a Mercurio.

Il diritto espresso dal quinto chakra è il diritto “ad esprimersi”; il suo verbo è “parlare”; è associato all’elemento Etere.

Il numero 16, a cui è associato, rappresenta la capacità introspettiva palesata da un continuo desiderio di conoscenza e di evoluzione.

Le pietre utili a risvegliare questo chakra sono le pietre azzurre come turchese e acquamarina, che, nello specifico, aumentano la forza spirituale e la capacità di esprimersi (turchese); aiutano sciogliere la timidezza, armonizzano l’espressione creativa, facilitano l’abbandono ricordandoci di non esserne ossessionati (acquamarina).

 

Per un’analisi della salute dei chakra vi rimando al mio sito:www.margheritamistica.com/

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