Il sesto chakra: la chiaroveggenza

Il dono della vista ci permette di osservare il mondo che ci circonda. La vista ci dà la capacità di ricevere in un solo istante enormi quantità di informazioni. Sagome e forme creano una mappa interiore del mondo attorno a noi. Con l’intuizione, caratteristica del sesto chakra, riusciamo a intravedere la strada da prendere.

Il dono della vista, interiore ed esteriore, è proprio l’essenza e la funzione del sesto chakra. Grazie alla vista abbiamo la capacità sia di interiorizzare il mondo esterno, sia di esteriorizzare il mondo interiore con un linguaggio simbolico.

Il sesto chakra è associato al terzo occhio, cioè all’occhio esoterico e non fisico, ed è l’ultimo chakra collocato all’interno del corpo fisico.E’ localizzato nel centro della testa, dietro la fronte, nel cervello. Esso ci permette di vedere al di là del mondo materiale e ci permette una comprensione maggiore sia di cosa avviene fuori che di cosa avviene dentro di noi. Il suo colore è l’indaco, punto di incontro tra blu e viola, e il suo simbolo è un loto con 2 petali con all’interno un triangolo con la punta rivolta verso il basso. Il suo nome sanscrito è Ajna che significa “percepire ma anche comandare”.

Questo chakra, infatti, ha una duplice natura: accoglie le immagini con la percezione ma costruisce anche le immagini interiori con cui noi governiamo la realtà.

I petali sono 2 e assomigliano a due ali, e simboleggiano la capacità di questo chakra di trascendere il tempo e lo spazio.

L’elemento corrispondente a questo chakra è la luce. Tramite l’interpretazione sensoria della luce otteniamo le informazioni sul mondo circostante. Quanto siamo in grado di vedere dipende dall’apertura o dallo sviluppo del chakra. La gamma di capacità visive e psichiche va da coloro che osservano attentamente il mondo fisico alle persone dotate di percezione psichica (per es. chi vede l’aura, i dettagli del piano astrale,…).la precognizione e la vista remota (cioè vedere in altri luoghi).

Come ho già detto, questo chakra è localizzato nel cervello, perciò la sua natura è più mentale e transpersonale rispetto agli altri che lo precedono.

E’ collegato alla ghiandola pineale, una piccola ghiandola a forma di cono posizionata all’altezza degli occhi. Essa traduce le variazioni di luce in messaggi ormonali trasmessi all’organismo attraverso il sistema nervoso autonomo. Oltre un centinaio di funzioni corporee hanno ritmi quotidiani che sono influenzati dall’esposizione alla luce. Questa ghiandola raggiunge il massimo dello sviluppo all’età di 7 anni e influenza la maturazione delle ghiandole sessuali. Ha effetti tranquillizzanti sul sistema nervoso. Sintetizza la melatonina che rafforza il sistema immunitario, riduce lo stress e ritarda l’invecchiamento. Carenze di questa sostanza producono depressione e invecchiamento precoce.

Il colore, prodotto da variazioni nelle lunghezze d’onda della luce, è la forma in cui più spesso percepiamo la luce. I colori più caldi (rossi, arancioni, gialli) hanno una frequenza inferiore dei colori più freschi (verde, blu, viola) e perciò hanno meno energia. Ricordiamo che caldo e freddo sono valutazioni soggettive. Il colore porta effetti ben definiti a livello psicologico. Per esempio, il rosso, che stimola fisiologicamente il cuore e il sistema nervoso, è associato a concetti aggressivi (rabbia, sangue, inizio delle cose). Il blu, invece, è associato a pace e tranquillità. Già nei secoli scorsi sono state avanzate ed elaborate diverse teorie sull’effetto guaritivo dei colori. Il sesto chakra, come abbiamo visto, è di colore indaco, una sorta di viola-blu che significa introspezione, intelligenza emotiva e grande empatia.

Quando questo chakra è aperto, non sono realmente i nostri occhi a vedere ma la nostra mente. Gli occhi sono semplicemente una lente focale che usiamo per trascrivere l’informazione dal mondo esterno a quello interno. Tocca a mente/cervello interpretare gli impulsi elettrici che viaggiano lungo i nervi ottici traducendoli in disegni significanti. Si tratta di una capacità appresa. Nelle persone cieche dalla nascita che hanno riacquistato la vista in età matura si è riscontrato che la prima visione è soltanto luminosa e che si deve faticare per dare un significato a ciò che si vede. Dobbiamo anche ricordare che non percepiamo la materia, ma la luce. Quando guardiamo il mondo circostante, pensiamo di vedere oggetti, materia e cose ma è sbagliato. Ciò che realmente vediamo è la luce riflessa da questi oggetti.

L’aspetto più significativo della coscienza a livello del sesto chakra è il suo profondo grado di psichismo che tocca capacità spesso mal viste e negate nella nostra società. Ma l’essere chiaroveggenti, significa una cosa semplice e indiscutibile: vederci chiaro. Ed è inutile negare che ci siano persone che, attraverso lo sviluppo della visualizzazione e dell’immaginazione, abbiano sviluppato anche la chiaroveggenza che è un processo di visualizzazione specifica. “Essere chiaroveggenti”, quindi, significa essere sistematicamente in grado di richiamare informazioni importanti a richiesta, indipendentemente dal fatto di conoscerle già in precedenza.

Lo sviluppo della chiaroveggenza dipende dallo sviluppo dello schermo visivo e dalla creazione di un sistema con cui accedere alle informazioni. Lo sviluppo della visualizzazione è la capacità di riportare alla mente, di creare, di proiettare le immagini sullo schermo mentale. Una volta fatto questo, vedere dipende ampiamente dalla capacità di porre le domande giuste!

Molte persone cominciano con i Tarocchi, la chiromanzia e l’astrologia, per utilizzare una struttura che fornisca un raggio di riferimento. Le carte risvegliano una varietà di immagini, la persona a cui viene fatta la lettura ne produce un’altra varietà. Il processo ha inizio apprendendo a osservare ciò che già si vede, convalidandone le sottigliezze. Il modo migliore per ottenere una legittima convalida è chiedere! Più verifichiamo le nostre percezioni, più siamo consci delle nostre capacità e più possiamo fare affidamento sui nostri punti forti e sviluppare quelli deboli. La chiaroveggenza è questione di vedere i rapporti interiori delle cose – far rientrare la parte nell’insieme.

Il sesto chakra è associato, in astrologia e astronomia, a Giove e Nettuno.

Il diritto espresso dal sesto chakra è il diritto “a vedere”; il suo verbo è “vedere”; è associato all’elemento Luce.

Il numero 2, a cui è associato, rappresenta l’unione tra energia femminile e forte magnetismo e indica ricerca dell’armonia, consapevolezza di far parte del tutto.

Le pietre utili a risvegliare questo chakra sono le pietre blu-violette come lapislazzuli, ametista e zaffiro, che, nello specifico, aiutano l’espressione del sé, la crescita spirituale, il coraggio, l’eloquenza e la comunicazione (lapislazzulo); aiutano a imparare a gestire le situazioni difficili con mente lucida, aprendo la mente verso ciò che ci circonda, rigenerando i livelli di coscienza (ametista); aiutano a riordinare e guarire la mente, donando forza e attenzione, rafforzando la capacità di vedere oltre le apparenze superficiali (zaffiro).

 

Per un’analisi della salute dei chakra vi rimando al mio sito:www.margheritamistica.com/

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