La Bilancia e i suoi simboli

Con la Bilancia si supera il primo emiciclo dei segni e si passa al secondo. Questo ha come stagione significativa l’autunno, dove i giorni e le notti si equilibrano ma lentamente la notte sopravanza dando vita a una stagione di riposo per la natura e di introversione per l’uomo.

Siamo nel pieno del ciclo involutivo ed è nella Bilancia che è situato il punto mediano che segna il passaggio da estroversione-espansione a introversione-contrazione. Non per niente, la Bilancia è dotata di due piatti che indicano due pesi diversi. In uno sta la notte e la forza spirituale, nell’altro il giorno e l’immanenza.

Il suo simbolo è formato da due elementi che si equilibrano a vicenda: questo simbolo realizza l’unione delle forze, delle persone; unisce le anime, i cuori, i sentimenti e la conoscenza. Il geroglifico della Bilancia è composto da due linee orizzontali dove la prima si deforma formando un piccolo semicerchio. In certe rappresentazioni la Bilancia è raffigurata come un uomo che tiene in una mano la bilancia e nell’altra una scala di misure. Il colore associato alla Bilancia è il verde, associato a Venere, suo governatore.

In questo segno l’uomo integra il proprio Io con il Tu, scoprendo le leggi sociali, cittadine, matrimoniali, legali in genere. In questo segno l’uomo va oltre le barriere del concreto e del fisico e intraprende un cammino che poi sfocerà nella dimensione trascendente dei Pesci.

Nei Gemelli, come abbiamo visto, l’Io si contrappone al Non-Io, qua , invece, l’Io cerca il proprio complemento nel Tu, nell’Altro, ed è soltanto nella conoscenza del Tu che la Bilancia realizza pienamente se stessa.

Il mito che rappresenta meglio la Bilancia è quello di Amore e Psiche, nota storia di Apuleio, perché in esso c’è la ricerca del Tu ideale, che non può però essere reale immagine di sé ma deve avere una propria forza evolutiva.

Psiche è una splendida fanciulla che non riesce a trovare marito perché schiava del perfezionismo, è così bella che tutti i popoli cominciano a chiamarla Venere. La divinità, saputa l’esistenza di Psiche e gelosa per il nome rubato, invia suo figlio (Amore) perché la faccia innamorare dell’uomo più brutto e avaro della terra e sia coperta di vergogna a causa di questa relazione, ma il dio sbaglia mira e la freccia d’amore colpisce invece il suo piede ed egli si innamora perdutamente di Psiche. I due, per non farsi scoprire da Venere, decidono di vivere nel palazzo di Amore nel buio più completo. Tuttavia Psiche desidera vedere in viso il proprio amante e, disubbidendo agli ordini di lui, accende la sua lanterna ad olio e così facendo brucia il viso di Amore che, arrabbiato e offeso, si allontana da lei abbandonandola. Da qua in poi inizia lo sconsolato viaggio di Psiche che cerca l’amante per ogni dove, desolata e disperata. Tenta di suicidarsi buttandosi da una torre ma una voce le suggerisce il cammino da fare, salvandola: dovrà discendere agli Inferi e cercare l’otre dei profumi di Proserpina. Dopo varie peripezie ci riesce ma, anche questa volta, le mancano la prudenza e la misura: apre il cofano dell’otre e i profumi sfuggono e la stordiscono in un sonno profondo e mortale. Solo in questo momento Amore si intenerisce, la salva riportandola sull’Olimpo dove, finalmente, i due si sposano.

Da questo mito capiamo che la conoscenza del Tu non può avvenire in modo razionale (vedere il volto) ma attraverso l’intimità, l’abbandono amoroso ed emotivo. La perfezione della conoscenza non si realizza sfuggendo al concreto per seguire l’astrazione, ma penetrando a fondo nella realtà fisica e terrestre, senza dimenticare la spiritualità.

Il concetto costante della misura  e della giustizia si riflette anche nella presenza di Venere, governatore del segno in cui si trova anche Saturno, in esaltazione. In altre parole, l’amore e la giustizia, il calore del sentimento e il rigore della ragione si fondono per evitare il disordine. Nella Bilancia, infatti, si ha l’equilibrio perfetto tra anima e forma: nessuna delle due deve prevalere. Per questo motivo, nel segno, si sperimenta il dualismo assoluto. Di conseguenza, il nativo è sempre orientato a tenersi in equilibrio e fuori dalle difficoltà attraverso il compromesso.

Secondo Kretschmer, studioso degni anni Venti, la personalità della Bilancia è riconducibile ad entrambi i tipi: schizotimico e ciclotimico. In entrambi l’esperienza si realizza sempre sotto la spinta dell’emozione e del sentimento senza (grandi) riflessioni di ordine razionale. La ricerca dell’equilibrio avviene grazie alla delimitazione saturnina dell’Io a vantaggio del Tu. Nel primo tipo vediamo forte l’influenza di Venere che dà voce a un Bilancia dalle qualità erotico-affettive molto intense: amore del benessere, gusto del lusso, dei piaceri: un edonista a volte superficiale. Nel secondo tipo, invece, il nativo è  più altruista, ha uno stile di vita parco e frugale, è creativo e tende a ricreare l’armonia nei vari contesti esistenziali.

Più in generale, il nativo Bilancia è molto socievole e, a livello affettivo, mostra apertamente e in modo caloroso i propri sentimenti. Ha paura delle offese che possono derivare dall’esterno per cui, spesso, si ritrae, ferito o depresso. La delusione è un tratto caratteristico dell’introversione del segno. Secondo Jung, nella Bilancia ricorrono spesso proiezione e ritrazione, caratteristiche tipiche della tendenza inibitoria-saturnina della Bilancia.

 

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