L’Acquario e i suoi simboli

Siamo nella seconda fase dell’inverno, nella terra filtrano piogge nutritive, il processo vitale si elabora nel segreto di fenomeni chimici interni e i semi assorbono i nutrienti fondamentali per una nuova germinazione.

L’Acquario segna l’iniziazione della persona allo stadio superiore attraverso la valutazione e la coscienza delle affinità elettive. La coscienza individualista del Leone, suo segno opposto, si espande nella coscienza di gruppo dell’Acquario. In questo segno l’individuale diventa universale. Entriamo nell’umanità abbandonando il singolo isolato e separato, perdiamo la nostra identità personale nell’espansione del bene comune mantenendo però intatta la nostra autocoscienza.

Il geroglifico dell’Acquario è dato dal grafismo che riprende l’immagine dell’acqua che, nello specifico, si sdoppia, una inferiore l’altra superiore. Nel segno abbiamo l’elemento Aria, di cui fa parte, e il simbolo dell’acqua che lo simbolizza: entrambi elementi fluidi che indicano il primo l’espansione del soggetto nel collettivo, il secondo la dissoluzione dell’egocentrismo. L’Acquario è “colui che porta acqua” ed indica il “noi”. L’immagine dell’uomo che versa l’acqua indica l’alchimia dell’essere umano, dove materia e spirito si fondono dissolvendosi insieme. I colori associati al segno sono l’argento e l’azzurro acqua, entrambi associati al suo pianeta governatore Urano.

Nell’Acquario si concludono tutti i cicli della vita umana che riguardano la soggettività e la singolarità; l’Io abbandona la dimensione ristretta del proprio egoismo e individualismo per aprirsi a una visione intersoggettiva, di dilatazione.

Ci sono vari miti che tratteggiano sapientemente il segno dell’Acquario, vediamone due.

La leggenda di Deucalione narra che Giove, infuriato per l’empietà degli uomini, decide di mandare sulla terra un diluvio universale. Deucalione, su consiglio di suo padre, costruisce una barchetta, vi fa salire la moglie e scampa al diluvio che sommerge e uccide tutta l’umanità. Approdano così in una spiaggia del Parnaso dove chiedono consiglio all’oracolo. L’oracolo dice loro di scagliare da un monte dei sassi (ossia “le ossa della grande genitrice”) poiché da queste si genereranno nuove persone, maschi e femmine e il mondo sarà ripopolato. In questo modo gli uomini nascono da un’unica matrice e quindi sono tutti fratelli: l’individualità di Deucalione e sua moglie si dissolve nella coralità dei discendenti non più cattivi ma redenti dal nuovo spirito comunitario. L’Acquario, in questa leggenda, rappresenta il riscatto dalla cecità immanente per una nuova visione trascendente. Inoltre, nel gettare dietro di sé i sassi, l’Acquario getta la parte femminile, la madre, per diventare parte maschile, fertile e fertilizzante, procreatrice di nuovi uomini e donne pronti a riconoscersi nella solidarietà voluta dal padre Giove.

Un altro mito è quello di Vulcano, dio del fuoco terrestre e distruttore, nato brutto e deforme da un tradimento di Era, attuato per vendicarsi di tutte le scappatelle del marito Giove. La madre, vedendolo così brutto, lo allontanò dall’Olimpo emarginandolo dagli altri dei. Vulcano venne amorevolmente raccolto dalle Ninfe oceaniche che lo curarono nascondendolo nell’isola di Lemno dove venne amato da tutti gli uomini che lo accudirono nonostante le sue evidenti deformità. Divenuto adulto Vulcano si mostrò abile fabbro, capace di creare invenzioni meccaniche spettacolari. Attraverso questi “effetti speciali” riuscì a farsi sposare da Afrodite che però non era affatto contenta di essere sposa di un uomo brutto, zoppo e deforme. Vulcano, venendo a sapere da Elio che tutto vede, che Afrodite ha una storia con Marte, dio della guerra, si arrabbia e organizza una trappola per sorprenderli insieme. Durante uno dei loro dei numerosi amplessi, i due vennero sorpresi, davanti a tutti gli dei maschi, rimanendo intrappolati in una rete magica da lui costruita.

In questo mito vediamo una delle caratteristiche maggiori del segno: il dono dell’inventiva, il talento per tutto ciò che è originale, creato con mezzi meccanici (e, ai tempi d’oggi, tecnologici). Ma in questa capacità vi è anche una contraddizione profonda: la perfezione tecnica di Vulcano è utile per farsi beffe degli dei e affermare il proprio egocentrismo. E’ il trionfo dello sfruttamento razionale disarmonico dell’energia creativa a danno della comprensione istintiva. Assicura, come artefice, la vittoria terrestre del fuoco ma rompe l’armonia degli elementi (anima ciò che è inerte e rende inerte ciò che vorrebbe essere animato).

Il mito indica nell’Acquario la potenza dell’ingegno umano nel cercare possibili soluzioni per uscire dalla condizione di isolamento terrestre e pragmatico e implica il primo tentativo dell’uomo di rinunciare all’individualità per stabilire un dialogo con gli altri. Così come Vulcano riesce a superare il proprio tornaconto personale, così l’Acquario rappresenta il superamento dell’Io per realizzarsi in Noi. E’ il simbolo del generoso Deucalione che, superati tanti ostacoli, fa nascere uomini nuovi e nuovi rapporti umani affinché la terra attraversi un’epoca impregnata da un nuovo senso comunitario, così che la terra appartenga al Noi e non più all’Io.

A livello psicologico, l’Acquario avvia il processo di ampliamento del campo di coscienza attraverso un’energia di forte tonalità mistica. Il mondo reale pragmatico viene sostituito, nel nativo, dalla realtà psichica e dal mondo intelligibile: restituire cioè alla vita sociale e politica un contenuto di valori umani anziché di espressioni prettamente razionali, economico-ideologiche.

In questo modo vediamo come nell’Acquario si condensino i traguardi escatologici dell’uomo: il trapasso è dall’umano razionale al misticismo, dall’esterno all’interno, dalla luce dell’intelligenza alla notte dell’anima, per poi ritornare alla luce assoluta dell’uomo in sé. Il rischio, dovuto all’abbandono delle certezze, è quello di cadere in una spinta irrazionale che può sfociare in rigidità difensiva.

Il nativo Acquario, psicologicamente parlando, è molto vivace e complesso: emotivo, attivo, estroverso; tende ad allontanarsi dall’istinto per avvicinarsi allo spirito, è un idealista che si assume compiti nobili; è alieno dal concreto ma non evita le responsabilità pratiche. E’ generalmente un altruista, spesso dotato di un vero senso umanitario. Ha una sensibilità oblativa ma, più di ogni altro segno, può correre il rischio di un’identificazione e proiezione patologica dato che i suoi modelli sono principalmente esterni. Infatti l’Acquario vede e sente se stesso solo attraverso gli altri e, se questo non avviene, il nativo può tendere alla paranoia o all’eccentricità megalomaniacale.

Ovviamente le caratteristiche non si fermano qui. Tra i nativi possiamo incontrare il tipo avventuroso, il tipo saggio, il ribelle eccentrico, ma in tutti l’idealismo rimane un valore molto importante.

Secondo Kretschmer, studioso degni anni Venti, la personalità dell’Acquario è riconducibile al tipo schizotimico (schizo=divido, thymos=stato d’animo) e cioè a una tonalità psichica che oscilla dalla sensibilità alla ipersensibilità, dalla vivacità esagerata alla costanza, dalla instabilità all’ostinazione, un’energia psichica notevole caratterizzata da attenzione ai dettagli e fedeltà al compito, un’attività mentale orientata alla riflessione, all’immaginazione, ai sogni, alle idee, all’astratto, spiccata tendenza alle forme pure, all’arte e alle scienze, tenace, perseverante, ostinato, desideroso di star solo o con poche determinate persone, intransigente, difficilmente conforme, ironico, sarcastico, mordace, fanatico per le proprie idee, un comportamento in genere prudente, riflessivo, riservato, a volte freddo.

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