Viola

L’alchimia conosce due vie: quella della mano destra (attiva, estroversiva, maschile, violenta) e quella della mano sinistra (passiva, introversiva, femminile, intuitiva). Nel linguaggio dei colori potremmo associare la mano destra al colore rosso, la sinistra al colore blu. Entrambe mirano alla ricomposizione dell’unità, cioè all’integrazione degli opposti in una dimensione di totalità e integrazione.

Quindi la simbologia alchemica, in questo caso, esprime l’essenza del percorso trasmutativo che ogni uomo compie, realizzandolo per gradi diversi di riuscita e  livelli diversi di consapevolezza. In altre parole, mira alla sintesi delle proprie ambivalenze e antitesi cercando di comporle in un’unità completa e integrata che faccia di lui un individuo intero, finito, perfetto.

Lüscher, psicoterapeuta, sociologo e filosofo svizzero, inventore del famoso “Test dei colori di Lüscher” scrive che il rosso trova il suo appagamento nel blu e viceversa. La via rossa vuole raggiungere l’identificazione tramite la lotta e la conquista; la via blu attraverso la dedizione. Entrambe vogliono l’identificazione e l’unità.

Questa premessa è fondamentale per poter cogliere il significato simbolico del colore viola che trova il suo senso primario proprio in questo suo nascere come colore che stempera altri colori, che diluisce voracità e dilatazione, passione e intelligenza.

Il viola non è un colore presente in natura, per poterci tuffare nel viola dobbiamo avere la fortuna di osservare il cielo in determinati momenti e passaggi; in natura il viola è il contrario del verde, che è infinitamente rappresentato. Nella realtà esoterica possiamo speculare molto se nella realtà oggettiva il viola esista in quantità maggiori di quelle che sappiamo percepire o se la sua assenza nel nostro mondo esperienziale sia dovuta alla sincronicità o se appartenga a mondi futuri di manifestazione della vita. Di certo il viola è un colore di sintesi degli opposti e questa sintesi altro non è che l’evoluzione psichica in cui noi siamo manifestamente e dichiaratamente carenti.

Il viola è il colore più usato nei movimenti di genere: ricordiamo che negli anni Settanta ci fu la rivoluzione femminista e il viola divenne un colore diffuso, nella moda, nel design, nella cultura perché simbolo di un tentativo di integrazione tra due archetipi, il maschile e il femminile, e di riabilitazione del diverso e dell’alternativo, avendo anche il potere di ridestare il fascino del magico e dell’occulto.

Per Lüscher il viola è il colore della transizione: oltrepassa il confine del proprio regno fidato per entrare in un altro territorio, inaffidabile e carico di mistero. Quindi il viola significa metamorfosi, sconfinamento in un altro mondo, dove vigono valori spirituali differenti.

Essendo archetipo di ciò che, trasformandosi, si fa diverso, il viola colora in maniera caratteristica i mondi della diversità: non solo sessuale (femminismo ma anche androginia e omosessualità) ma anche dell’occultismo e dell’esoterismo (in alcuni mazzi di Tarocchi l’Appeso e la Ruota sono immersi nel viola per caratterizzare la loro infinita capacità di mutamento), del magico e del fantastico, del desiderio e dell’incantesimo.

Il viola è un colore trasversale, associato soprattutto ai segni d’Acqua, che sono i più percettivi e osmotici con l’ambiente (Cancro e Scorpione) e i più mistici e visionari (Pesci) ma anche al Sagittario, nel suo essere filosofico e viaggiatore (quindi attratto dal “diverso”). Potrebbe far bene a tutti coloro che tendono a essere un po’ troppo razionali e calcolatori come, per esempio, i segni di Terra. Il viola ha moltissime sfumature, ametista, glicine, pervinca, melanzana, violetta: ognuno può trovare la sfumatura più adatta.

Chi ama il  viola, tende ad identificarsi con il prossimo, agisce spinto dal desiderio di essere compreso, preferisce usare modi gentili, è apprensivo, impacciato e trova difficile tenere sotto controllo il suo lato emotivo. Ama l’arte, è creativo, preferisce vivere sensazioni forti e ama il contatto diretto con le persone e con l’ambiente che lo circonda.

Chi non ama questo colore tende a essere diffidente e ipercritico e usa la razionalità come unica e sola arma per proteggersi da qualsiasi stato emozionale.

Spesso attori e compagnie teatrali rifuggono da questo colore perché, nel Medioevo, durante la Quaresima, erano vietati spettacoli e rappresentazioni teatrali e quindi era un periodo di grande disagio economico per gli attori. Inoltre il viola è un colore associato alla penitenza e alla sofferenza: è il colore liturgico usato nel giorno dei morti e durante la Quaresima.

A questo colore è associato il settimo Chakra, il Sahasrara, il più importante di tutti. In questo chakra, detto “della corona”, stabiliamo i rapporti con il divino poiché rappresenta il continuo fluire della nostra coscienza e il raggiungimento di una piena consapevolezza interiore ed esteriore. Per saperne di più sul settimo chakra, leggete il mio articolo https://tarocchiacolori.com/2016/10/15/il-settimo-chakra-lilluminazione/

Per chiunque fosse interessato al Test dei Colori di Lüscher, può visitare il mio sito http://www.margheritamistica.com/consulti.html

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