Giallo

Il giallo appartiene alla costellazione archetipica della luce senza però identificarsi con essa, infatti ne costituisce un’ “attenuazione lievissima”, scrive Goethe. Il giallo, quindi, è strettamente legato al simbolismo della luce, pensiamo alla luce degli astri, del sole ma anche a quella metaforica della conoscenza e degli stati di illuminazione. Il giallo è simbolo di intuizione, intelligenza, comprensione, stesse caratteristiche che si trovano nel topazio, pietra di colore giallo.

L’aspetto fenomenologico più evidente della luce è l’irraggiamento: uscendo dalla sua sorgente, la luce si irradia in tutte le direzioni. Lüscher  puntualizza che al giallo appartiene  il carattere psichico di apertura, espansione e fuga; Kandinskji gli riconosce un movimento”di irraggiamento della forza all’intorno”. Insomma, il giallo non vuole essere limitato: è il colore dello sfogo, dell’espansione, dello sbocco, della liberazione, della fuga.

Il giallo esprime un’energia accumulata nel momento in cui si libera, si scarica e si sfoga. Corrisponde allo scoppio di una risata, all’orgasmo, alla soluzione di un caso in un film giallo (!) tutto giocato su un crescendo.

Nei suoi aspetti radianti, luminosi e aerei, il giallo è colore che sfugge e che respinge lo guardo, che non penetra e non viene assorbito, che non invita a entrare, che non inclina all’approfondimento. E’ un colore leggero in senso complesso, sia fisico che psichico.

Il giallo è il colore di superficie e superficialità, ha un “carattere frivolo, che si spreca dappertutto” scriveva Kandinskji. Lüscher, invece, ribadisce che questa superficialità investe le dimensioni emotive e percettive con il suo carattere aereo, leggero, frivolo, mutevole e volubile. Il vissuto emotivo rappresentato dal giallo è come la vista suscitata da un’edicola: lo sguardo si posa su centinaia di titoli, tra cui, i più efficaci, suscitano emozioni legate all’effimero di una notizia che si brucia nello spazio di un giorno; una molteplicità di stimoli cattura la curiosità per un attimo, desta l’interesse di un istante, solletica la ricerca del nuovo ma in forma poco approfondita – proprio come fa il giallo.

Questo suo carattere di superficialità si presta a svariati atteggiamenti che si reggono sui meccanismi psichici della fuga e dello scarso legame con la realtà.”Potrebbe fungere da rappresentazione cromatica della follia, di un accesso di furore, della cieca follia della frenesia” scriveva Kandinskji, alludendo a questi comportamenti in cui “il malato assale gli altri, disperde le sue energie fisiche in tutte le direzioni, le spreca disordinatamente e a piene mani finché non le ha esaurite totalmente”. Qui il pittore, con il termine follia, allude a forme di raptus psicotico in cui ravvisa la manifestazione esasperata e patologica del carattere di irraggiamento del giallo.

Sull’altro versante, in  quanto colore della luce, il giallo acquisisce un aspetto gioioso e vivace sottolineato da vari autori “possiede una qualità dolcemente stimolante” secondo Goethe; “ha un effetto di leggerezza, è splendente, stimolante e quindi riscaldante” per Lüscher; “mette lo spettatore in apprensione, lo eccita, lo stimola” secondo Kandinskji.

A differenza del blu e del verde, colori prevalentemente quieti e statici, e similmente al rosso, il giallo è un colore vivo, dinamico, attivo, eccitante. La stimolazione del giallo può accrescersi fino a diventare acuta, mettendo quasi a disagio lo spettatore, agendo sull’animo in modo sfacciato e molesto. Questo avviene soprattutto con i toni più chiari che, secondo Kandinskji, emettono un suono “di tromba acuta suonata sempre più forte”.

Il giallo, dunque, al pari del rosso, possiede energia, ma in forme diverse. Gli corrisponde una spinta impellente ed erompente che ne esalta il carattere eccitante e che contemporaneamente lo irradia in ogni direzione facendosi espansiva, dispersiva, frivola, proiettata in ogni direzione dello spazio e del futuro, indifferente rispetto all’obiettivo.

In quanto associato alla luce, il giallo esprime, psicologicamente, il potere illuminante della coscienza e traduce cromaticamente le esperienze di illuminazione. Nel più stereotipato gergo dei fumetti la comprensione improvvisa è raffigurata con una lampadina gialla che si accende in testa. Nel più sofisticato gergo psicoanalitico diremo che il giallo corrisponde all'”insight”, alla presa di coscienza chiarificatrice.

Il giallo però non è la luce, come abbiamo già detto. E’ luce attenuata che simbolizza, quindi, una coscienza relativa e cioè quella coscienza di cui è capace il nostro Io, cioè limitata e parziale, generica e incapace di mettere a fuoco aspetti concreti e specifici. Possiamo leggere in questa prospettiva simbolica la proprietà attribuita dalla magia al topazio: quella di rimediare i difetti di visione e di ridare una chiarezza limpida, più estesa, meno astratta.

E’ legittimo attendersi che il giallo compaia come attributo del divino a esprimerne le caratteristiche solari, il carattere luminoso e il potere di illuminazione. In Cina è il colore dell’imperatore, quindi interdetto a chiunque altro; nella Grecia antica era associato al dio Elios e ad Apollo; presso gli Atzechi il giallo colorava le rappresentazioni della divinità Huitzilopochtli che rappresentava il sole allo zenit; nell’iconografia cristiana raffigura Gesù Cristo, che è dipinto biondo (facendo violenza a ogni verosimiglianza etnica).

Per le sue caratteristiche è associato soprattutto al Leone, all’Ariete e, nelle tonalità pastello, ai Gemelli. Potrebbe essere utile ai segni fissi come Toro, Scorpione e Acquario per renderli più versatili,  al Capricorno per ammorbidirlo, al Cancro per rallegrarlo.

Chi ama il giallo è estroverso, gioioso e amante delle novità, ha una fantasia molto fervida e una grande immaginazione. Manifesta una vitalità a fasi alterne con picchi più o meno alti. Ha sempre tante idee ma non è costante. E’ ottimista, si aspetta sempre il meglio, ama rinnovarsi e guardare in alto. Ama essere ammirato e soffre la solitudine.

Chi non ama il giallo, si sente spesso deluso nelle sue aspettative e poco stimato. Ha poca stima di sé ed è spesso dubbioso nelle scelte.

A questo colore è associato il terzo Chakra, il Manipura, che si trova nella regione corrispondente al plesso solare e rappresenta la forza di volontà, l’efficienza e il carisma.

Per saperne di più sul terzo chakra, leggete il mio articolo https://tarocchiacolori.com/?s=terzo+chakra

Per chiunque fosse interessato al Test dei Colori di Lüscher, può visitare il mio sito http://www.margheritamistica.com/consulti.html

 

 

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