Vergine e Pesci

Vergine

Questo segno, che recita “io conservo”, è un segno mobile cioè versatile che, a differenza di Sagittario e Gemelli, indirizza la propria energia verso l’interno e il passato. La Vergine chiude il ciclo primaverile-estivo nel senso letterale del termine: sbarra la porta al passato per evitare qualsiasi cambiamento o evoluzione.

Questo segno, nonostante sia governato da Mercurio, pianeta del pensiero e delle idee brillanti, quindi della velocità-vivacità mentale, è un segno prettamente immobilistico con una funziona stagionale importantissima: l’impedimento del deterioramento dei frutti raccolti durante l’estate.

Questa lotta si amplifica diventando lotta contro la morte che però, essendo un avvenimento vitale, traduce l’agire della Vergine in lotta contro la vita (rifiutare la morte significa rifiutare la vita) – e questa è l’aspirazione segreta della Vergine. E ha una logica: l’eternità può essere garantita solo dalla non-riproduzione, dal mantenimento dello status quo poiché un sovraffollamento distruggerebbe ben presto quella riserva di provviste incisa a fuoco nella mente verginea.

In altre parole: si può durare solo se si ci si oppone alla natura. In questo quadro, dove Venere è in caduta, la sensibilità, il sentimento e il sentimentalismo sono assolutamente banditi poiché contrari alla logica razionale e razionalistica del rigore tecnico, tipico del segno.

Ovviamente, il rifiuto alla vita non è totale, nella Vergine non esiste alcun nichilismo suicida: l’istinto di riproduzione insito nel segno è affiancato nel quotidiano da un comportamento compensatorio: la riproduzione meccanica, o meglio, artigianale.

Da qui si arriva a due concetti fondamentali per il segno: la riproduzione artificiale e la riproduzione in serie, cioè la riproduzione di esemplari tutti uguali. In un segno che vuole fermare tutto così com’è, evitando metamorfosi ed evoluzione, la paura maggiore è che dal grembo nettuniano-venusiano dei Pesci nascano creature diverse che potrebbero sconvolgere lo status quo.

Il tipo di riproduzione che la Vergine è disposta ad accettare è la clonazione e, visto che questo suo sogno è ancora lontano dall’avverarsi, si sforza di predicare un comportamento uniforme, una mentalità da gregge che è quella degli impiegati, dei dipendenti, dei burocrati.

Con un tale atteggiamento la Vergine rivela un sano realismo inconscio, o meglio, il suo condizionamento zodiacale tiene conto, con sorprendente onniveggenza, una realtà di fatto vera ma contestata: per la legge dei grandi numeri, l’intelligenza umana è mediocre e scarsamente autonoma, ma questo difetto è sicuramente un vantaggio per la conservazione della specie e permette alla maggioranza delle persone di affrontare la vita capendone solo una minima parte.

La Vergine, dal punto di vista psicologico, tiene conto della maggioranza e le offre i supporti necessari per una strutturazione precisa. Ecco perché, pur aspirando a un livellamento universale, questo segno sa benissimo che il suo sogno è utopico e che le differenze esistono, e aggira l’ostacolo sostituendo la scala di valori con la scala gerarchica: in altre parole, sostituisce il talento e le qualità innate con il merito conquistato a fatica.

Anche qui è evidente che la scala gerarchica altro non è che una forma di riproduzione artificiale in quanto avviene liberamente nella realtà con la selezione naturale, ma risponde anche a un altro scopo della Vergine: la possibilità di controllo. Infatti, tutto ciò che è catalogato, etichettato e schedato è sempre reperibile, in qualsiasi momento è utilizzabile e quindi controllabile. Da qui nasce l’apparato burocratico e il suo strumento più utile che è lo stato civile.

Alla Vergine è legato il culto del “nome preciso” (cioè il nome di battesimo delle persone ma anche il nome corretto degli oggetti) mentre nei Pesci si annida il desiderio dello pseudonimo/soprannome, cioè del nome “falso”. L’identificazione onomastica a scopo di controllo viene estesa dagli uomini agli animali  alle piante. La Vergine è un segno dal “pollice verde”, cioè capace di coltivare, ma questo non è sempre amore per la natura: è  principalmente uno strumento usato per dominare il mondo naturale attraverso trapianti, innesti e, soprattutto, cesoie. Insomma, la Vergine ha bisogno di capire e carpire i segreti genetici e assoggettarli – in ogni contesto.

Dal rifiuto della morte nel segno scaturisce un atteggiamento particolare nei confronti del corpo: a differenza del Toro, il cui concetto di salute è benessere e gioia di vivere (e quindi cura anche dello stato psicologico – ricordiamoci che Freud era Toro), la Vergine vive il corpo come una sorta di meccanismo da mantenere in funzione a tutti i costi e con tutti gli artifici possibili: non importa come l’uomo vive, purché viva.

Questa visione rende evidente come la Vergine sia un segno pieno di fiducia nella tecnica e nella capacità di applicarla. Oltre alla capacità manuale, o meccanica, la tecnica richiede anche l’attenzione, facoltà legata a Mercurio e dunque presente anche in Gemelli e Scorpione, ma che la Vergine sviluppa in modo diverso: non è semplice curiosità (Gemelli), non è interesse per l'”oltre” (Scorpione), è un’attenzione implacabilmente fissata sulla realtà immediata e concreta: un’attenzione altissima, concentratissima ma anche limitata al qui e ora.

Questa caratteristica, che può spingere la Vergine ad atteggiamenti considerati un po’ aberranti dagli altri segni (per esempio, andare al funerale di una persona amata e notare che qualcuno presente non è vestito correttamente oppure alzarsi a notte fonda perché il pargolo piange e annodarsi garbatamente la vestaglia), rispecchia una sua caratteristica un po’ ossessiva: la caccia all’errore. Tale atteggiamento viene spesso definito come perfezionismo che però non è il termine più adatto per questo segno: il perfezionismo è soprattutto estetico (quindi più vicino alla Bilancia) mentre per la Vergine è importante l’esattezza più del bello, è più pignola che perfezionista.

Per la Vergine non esiste solo l’errore in sé, ma esiste principalmente lo strappo a un codice di comportamento o a un elenco di istruzioni largamente condivise. La passione per la regola e l’orrore per la trasgressione fanno sì che il nativo consideri perfettamente prevedibile e controllabile quanto è contenuto nella regola stessa mentre rimane sprovveduto di fronte a quanto vada al di là. Al contrario, il nativo dei Pesci, poiché ignora sistematicamente le regole, è pronto ad adattarsi in modo elastico-nettuniano a qualsiasi situazione imprevista.

La Vergine è un segno efficiente e, per la legge del contrappasso, il notare implacabilmente gli errori altrui la rende suscettibile alle critiche. La ragione di questo fenomeno si trova nel suo condizionamento principale: “non commettere errori” è l’imperativo categorico del segno, e quindi chi la coglie in fallo scatena violenti sensi di colpa, complessi di inferiorità svelando una grande vulnerabilità.

La Vergine, essendo un segno che mira a conservare, non è spendacciona ma neanche tirchia – però vive il denaro sempre come un problema, una sorta di tabù che esorcizza nevroticamente: preferisce il risparmio all’investimento e questo corrisponde alla sua idiosincrasia per l’avventura, per il rischio, per le programmazioni a lunga durata proiettate in un futuro in cui si presenti una possibile evoluzione.

Pesci

Questo segno, che recita “io fuggo”, è un segno mobile cioè versatile che, come la Vergine, indirizza la propria energia verso l’interno e il passato. I Pesci sono inequivocabilmente femminili, introversi, passivi e rappresentano il trionfo di Nettuno e Venere: infatti non contestano il patriarcato ma condensano tutte le forze che la solarità ha messo in minoranza e che ciclicamente si ripresentano per segnare la fine di un periodo.

In questo segno si ha un’apertura sull’infinito, non per niente molti Pesci hanno la vocazione per l’astronomia, l’astrologia o l’astrofisica: spalancando gli occhi sull’universo scappano dalla costrizione casa-famiglia-routine tipica del segno opposto. Ciò che più colpisce nei Pesci è la dilatazione del pensiero che esclude i banali ritmi del reale e la convenzione della regola, santificando le virtù della fantasia e il diritto all’errore.

Da questa base si analizza la femminilità del segno che non è femminismo – i Pesci sono lontanissimi dalle battaglie femministe, accettano la passività della donna come sua caratteristica innata – ma è nei Pesci che si libera e trionfa la genialità femminile, ossia -nella visione zodiacale – la genialità a tutto tondo.

Il genio e la genialità nascono da condizionamenti onirici che sono il frutto naturale del governatore del segno, Nettuno, e figli artisticamente elaborati di Venere, in esaltazione nel segno. A volte, infatti, i sogni si traducono in letteratura, pittura, musica o anche in colpi di genio e balzi avanti scientifici.

La regola  che nella Vergine ha funzione conservatrice e la caccia all’errore che implica il rispetto assoluto per uno schema preordinato, accanto alla fiducia nella riproduzione genetica dell’uguale a sé e la fede nella riproduzione tecnica dell’uniforme, nel segno dei Pesci vengono completamente messi in discussione e stravolti: il nativo, infatti, alimenta una naturale tendenza al disordine, un caos miniaturizzato nella vita quotidiana (pensate a scrivanie o borse di amici/che Pesci) – sempre però potenzialmente generatore di metamorfosi.

I Pesci sono prevalentemente mistici perché tendono a credere di più a quei miracoli e avvenimenti incomprensibili che a ciò che è razionale e analitico e quindi fanno più affidamento su fenomeni che rappresentano il più sconvolgente tabù dell’ordine prestabilito: per esempio, la carta di identità che riemerge dal frigorifero non sciocca nessun Pesci vivente.

La vaghezza dei Pesci tocca vette di stravaganza proprio perché spesso alimentata dalla genialità nettuniana. Visto però che i geni sono rari, è difficile per gli altri segni credere che il caos cosmico dei Pesci serva in effetti a qualcosa – di sicuro non serve ad archiviare bollette ma è indispensabile nelle situazioni di emergenza dove è necessario affrontare l’imprevedibile. Le doti di intuizione e fantasia prodotte dalla combinazione Nettuno-Venere consentono al nativo di adattarsi con rapidità a eventi che colgono di sorpresa tutti gli altri segni.

Lo spirito di iniziativa e di improvvisazione, insieme alla capacità di sfruttare l’errore sono la struttura portante del dodicesimo segno. L’errore per il nativo è una porta spalancata sul nuovo e sul diverso – è il motore che mette in azione l’intuito.

I Pesci, immersi nel mondo liquido della fantasia, sono facilmente preda di una forza centrifuga che li proietta al di là di ciò che è misurabile e terrestre e questo avviene per un condizionamento zodiacale per loro provvidenziale: l’innata pavidità. I Pesci, essenzialmente, temono tutto, vivono in uno stato di allarmismo diffuso, derivante dall’opposizione istintiva a quei riferimenti fissi (e rassicuranti) rappresentati dalla Vergine e dall’essere fatalmente imbevuti di sentimentalismo che li spinge sempre ad aver paura di perdere tutto, e più di ogni cosa gli affetti.

Per la maggior parte dei nativi, la vita sentimentale è una vera e propria professione: sentirsi innamorati è una necessità vitale. Venere, e in parte la Luna (che sfugge dalle mura sicure del Cancro per tuffarsi in un mondo instabile), crea attorno a sé un’atmosfera di palpitante disponibilità affettiva, che porta i Pesci ad avere anche molti, moltissimi, amori eterni nel corso di una sola vita.

La partecipazione di Giove complica la situazione: Giove, che nel Sagittario si esprime con frettolosità e ingordigia, spinge i Pesci nella ricerca di un affetto quasi totalitario, che porta il nativo a trasformare anche l’incontro più fugace in un romanzo epocale o, quando va male, in una telenovela.

In questo soffrire, che al nativo appare stimolante, la pavidità dei Pesci diventa trepidazione e porta, purtroppo, al masochismo.

Questa tendenza si trasforma in vocazione infermieristica – che è un po’ morbosa in questo segno visto che, per occuparsi veramente dei bisognosi, è necessario anche amare l’atmosfera che si respira e trarne un godimento, una soddisfazione personale: comportamento che risulta inevitabilmente distorto e grottesco. Vediamolo in altri segni: per quanto sia affettuosa la Bilancia, ripulire il vomito di un malato la stravolge; per quanto sia generoso il Leone, fare lunghe code per reperire documenti necessari agli anziani, gli pare folle. Eppure tutto ciò è necessario e, zodiacalmente parlando, i più portati sono i Pesci che, se magari non si occupano del lato prettamente materiale, sono comunque disposti a occuparsi del lato psicologico-sentimentale dell’altrui dolore. Rimane l’aspetto poco limpido, per esempio se un’amica dice “sto benissimo”, i Pesci tendono ad accorciare la comunicazione perché hanno un’innata passione per le storie lacrimevoli.

A differenza del Cancro, che tende a difendere i deboli e i propri comodi, i Pesci non difendono i deboli in generale, ma si occupano solo di quella particolare debolezza che si traduce in sofferenza, e sostituiscono il concetto di propri comodi con il concetto di godimento emotivo legato alla cognizione del dolore.  Il Cancro rimane inserito nel processo iniziale di successione dei segni mentre i Pesci lo concludono con una fuga dalla realtà tecnico-pragmatica che risulta inebriante proprio perché tiene conto delle vittime della realtà: gli anormali condannati dalla norma, i geni malvisti dalla massa.

Una leggenda da sfatare è invece quella della pigrizia del segno. Nonostante siano opposti all’operosa Vergine, i Pesci non si ribellano al lavoro ma ne contestano la sua programmazione ripetitiva e meccanica. Infatti, danno risultati eccezionali in attività artistiche, estrose e creative e possono anche diventare uomini e donne di potere. Una caratteristica comune a tutti è la diversità difficilmente definibile ma sorprendentemente evidente. In questo caso, si inserisce Giove che rende il segno più concreto, più affamato di cose solide. Per questo motivo, non troverete un Pesci uguale a un altro.

Per quanto riguarda l’aspetto della salute, il sentimentalismo di Venere e la pavidità del segno, li spingono a parlare dei loro malanni come dei loro amori, in modo un po’ logorroico e tumultuoso. Nella maggioranza dei casi i disturbi non sono altro che immaginati, spesso per suggestione (a un Pesci basta leggere il bugiardino per sentire già gli effetti collaterali di un farmaco) ma che spingono il nativo ad abbassare le difese, almeno mentali, di fronte alla malattia.

In un contesto così confuso, dove il reale si mescola all’irreale, è davvero difficile dire se i Pesci sono realmente più fragili di altri segni.

In altre parole: ordine contro caos; merito contro talento; concretezza contro sogno; economia affettiva contro sentimentalismo.

NB

Queste descrizioni non solo assolute, il proprio segno di nascita non è mai esaustivo, si deve sempre guardare anche la posizione degli altri pianeti, l’ascendente, ecc… Però queste sono linee base, utili a capire le differenze principali tra segni opposti.

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Leone e Acquario

Leone

Questo segno, che recita “io sono il migliore” è un segno fisso quindi costruttore e stabilizzatore, che fatica a lasciare un’idea o a interrompere un’azione anche se questa è nociva. Nel primato del segno c’è una compatta certezza, a differenza dell’Ariete per cui la spinta vitalistica è determinata dalla forza, nel Leone questa spinta rappresenta l’integrità dell’Io.

La mascolinità del segno è meno esibita rispetto all’Ariete, nel Leone l’impulso virile è meno violento, meno aggressivo, privo di connotazioni maschiliste poiché la dialettica Sole-Leone indica dinamismo e vitalità che possono ovviamente includere anche il femminile.

Il Sole è il governatore del segno e spinge il nativo a provare una spontanea certezza della propria eccellenza, che il Leone riesce a esprimere a tutti i livelli con totale naturalezza. Il Sole leonino simboleggia il prestigio, e la sua natura energetica lo costringe a brillare agli occhi degli altri. A differenza di Saturno, che nel segno è in esilio e che spinge il Capricorno ad avere sudditi, la regalità leonina ha bisogno di una corte.

A differenza del Gemelli, il cui esibizionismo è teatrale e lo rende soggetto a mutare costume a seconda delle circostanze, l’esibizionismo del Leone è statico: non ha alcuna intenzione di divertire la platea e il suo ruolo è fisso, generalmente riconducibile all’immagine del Re.

Essendo il Leone dominato dal Sole, ed essendo il Sole elemento vitale, il nativo sente incessantemente il bisogno di ripetere l’esplosione cosmica che ha generato il mondo. In altre parole, il Leone non ha coscienza di esistere se non irraggia attorno a sé, continuamente, un’energia che coinvolga tutto e tutti, illuminandolo in modo benevolo ma anche tirannico. Ogni volta che un cortigiano si distrae, il Leone compie azioni sempre più spettacolari, rafforzando il suo lato esibizionista.

Una delle qualità maggiori del segno è la generosità, che è anche un condizionamento zodiacale: l’essere generoso lo limita negli effetti deleteri che potrebbe avere inserendosi nella società come dio onnipotente. Tende al perdono e alla pietà, proprio come un vero padreterno.

Di conseguenza, il Leone ha un’altra caratteristica: la munificenza che lo spinge a spendere, anche fino all’eccesso, diventando una necessità di spreco che non coinvolge soltanto il denaro ma anche le energie psico-fisiche di un soggetto ben deciso a non fermarsi mai.

Il nativo detesta i calendari, le suddivisioni artificiose del tempo per lui sono solo una scocciatura, per di più innaturale: il passato, il presente e il futuro sono fusi,in un’unica palla di fuoco e tutto dovrebbe svolgersi oggi, subito, immediatamente per obbedire ai suoi desideri, frutto spesso di impazienza. Ogni indugio, dubbio o attesa mettono in discussione il suo dominio sugli eventi, cosa che il Leone non riesce a tollerare.

Un’altra caratteristica leonina è il coraggio, che parte dalla generosità per arrivare al sacrificio di sé. A differenza dell’Ariete, il cui coraggio è spesso dettato dall’incoscienza della morte, il Leone è coraggioso in quanto disprezza la morte e rifiuta la paura. Ovviamente, questo non significa non provare paura ma semplicemente rifiutarsi di mostrare al mondo il proprio lato più fragile.

Di conseguenza, il Leone è un segno orgoglioso: “piuttosto muoio” è una frase tipica che il segno pronuncia davanti a una possibile umiliazione. Il nativo è un cattivo perdente, se battuto diventa uno sconfitto smarrito e incapace di recuperare la propria regalità.

Il segno ha due lati deboli: l’ingenuità mista a infantilismo, indispensabile per portare avanti il “gioco del Re”, e una certa tendenza all’ozio, che deriva dalla deformazione della magnanimità in una stizzosa pretesa di omaggi.

Acquario

Questo segno, che recita “io eludo” è un segno fisso quindi costruttore e stabilizzatore, che fatica a lasciare un’idea o a interrompere un’azione anche se questa è nociva. Sebbene sia sede dei due pianeti che occupano il Capricorno, l’Acquario li sfrutta in maniera completamente diversa: abbandona la granitica solidità del segno limitrofo per adottare una condotta sinuosa, malleabile e, appunto, elusiva.

Il suo governatore è Urano, che spinge il nativo a non sentire quel bisogno di continuità così caro all’egopatia solare (e soprattutto al Leone) e che lo sgancia dai punti di riferimento classici, familiari o storici. Per l’Acquario ieri può sfumare nel nulla senza che l’oggi acquisti importanza visto che anche l’oggi è destinato a divenire domani.

Questa visione relativa del tempo (e più generalmente della vita) porta il nativo al rifiuto della riproduzione dell’uguale: l’Acquario mette in discussione tutte le simbologie del Leone, a partire da quella genetica. Per invalidare la struttura patriarcale del Sole, da cui l’Acquario si dissocia, deve colpire il suo fulcro che è, appunto, il padre. Questo non significa disprezzo per la vita ma netto rifiuto di sacralizzare il proprio albero genealogico e cioè l’origine della propria esistenza.

Da questa scarsa attenzione che il segno mostra per i suoi avi nasce il suo autentico bisogno di libertà, intesa non in senso ideologico o idealistico, ma come insofferenza per i legami duraturi di vincoli di qualsiasi tipo.

L’Acquario è un segno mimetico, a differenza del Leone che si apre completamente al mondo e non si nasconde, l’Acquario tende a eludere qualsiasi discussione o coinvolgimento diretto ed evade ogni discussione delucidatrice. In apparenza sembra accomodante ma dietro vi è sempre un calcolo: il nativo sa che dicendo sì, anche se pensa no, ottiene molto di più. Da qui si sviluppa la visione realistico-opportunistica del segno (simile a quella del Capricorno ma differente perché non assolutista).

L’Acquario non ama calcare le scene e indossare travestimenti ma tende comunque un po’ a falsificare se stesso. Anche se in modo diverso da Scorpione e Gemelli, pure questo segno attua un’omissione di onestà che fa sì che il nativo si senta sincero quando invece sta tacendo una parte importante della verità. E’ la necessità del mimetismo che rende l’Acquario omertoso.

Nella maggior parte dei casi si tratta di omissioni innocenti ma questa caratteristica può diventare un problema se il rapporto amoroso diventa stabile: la patina di gentilezza del nativo facilita il buon accordo superficiale ma alla lunga il convivente potrebbe accorgersi che questa gentilezza mostra, in fin dei conti, un vuoto emotivo.

L’elusività del segno può diventare inaffidabilità: il nativo tende a sparire, anticipando le fughe cosmiche del  segno seguente, i Pesci. Queste sparizioni servono all’Acquario a evitare coinvolgimenti troppo pieni di responsabilità.

Nella maggior parte dei casi, l’Acquario non agisce con vera malafede, soprattutto perché le sue energie mentali sono legate al fulmineo lampeggiare del presente ed è nell’immediatezza del presente che il nativo esprime la sua continua metamorfosi.

Il forte bisogno di libertà e la sua insofferenza a qualsiasi legame lo costringono a vivere ogni singolo giorno come se fosse un microcosmo pronto a polverizzarsi senza lasciare traccia. In ciò lo aiuta una provvidenziale mancanza di memoria che facilita l’oblio di ogni tipo di impegno a lungo termine.

L’Acquario non ruba mai e non intralcia la libertà altrui e infatti privilegia il meno vincolante dei rapporti umani: l’amicizia. La sua anti-solarità lo libera dal terrore dei nemici, nonché dall’esaltante e futile piacere di affrontarli e distruggerli. Da qui l’equivoco di una fratellanza universale, cui l’Acquario aspirerebbe se però non mettesse in discussione il patriarcato solare.

In altre parole: sovranità contro indipendenza, coraggio contro elusione, pietà contro indifferenza, esibizionismo contro mimetismo.

 

NB

Queste descrizioni non solo assolute, il proprio segno di nascita non è mai esaustivo, si deve sempre guardare anche la posizione degli altri pianeti, l’ascendente, ecc… Però queste sono linee base, utili a capire le differenze principali tra segni opposti.

 

Cancro e Capricorno

Cancro

Questo segno, che recita “io mi difendo” è un segno cardinale cioè pioniere e rappresentante l’energia diretta ma, a differenza dell’Ariete e della Bilancia (anch’essi cardinali), rivolge lo sguardo al passato e ha bisogno di incoraggiamento e supporto poiché, essendo comunque rivolto all’esterno, può sentirsi vulnerabile e suggestionabile dall’energia che lo circonda.

Dopo il Toro, il Cancro è il secondo segno femminile che si presenta nel cerchio zodiacale. E’ dotato di condizionamenti ambigui e complessi perché il suo governatore è la Luna che gli garantisce una dolcezza autentica e una certa tendenza alla passività.

L’istinto di sopravvivenza del segno è affidato all’intelligenza strategica, al senso pratico e alla diffidenza. Il nativo è territoriale e quindi vive con circospezione chiunque tenti un’invasione, anche solo una piccola intrusione nella sua privacy è mal tollerata. L’ospitalità, quindi, non è più una norma sociale da rispettare ma è un premio concesso solo a pochi eletti.

Il Cancro procede nella vita seguendo una strategia preventiva-difensiva poiché sa bene che in giro ci sono milioni di marziani aggressivi, e lui non ne fa parte. Visto che non ha intenzione di rispondere in modo violento, può soltanto limitarsi a chiudere la porta.

Questo tipo di atteggiamento regala un evidente vantaggio: la tendenza alla passività edonistica. Infatti, la casa, l’ambiente domestico per eccellenza, ha per il Cancro un valore fondamentale: è qui che riesce a staccare la spina, a rilassarsi e a ripararsi dalle richieste dell’esterno. Qui può mostrarsi fragile senza doversi sempre proteggere – la casa, per il nativo, è un luogo sacro perché fonte stabile di sicurezza.

Il Cancro è immune all’autopunizione (cosa più frequente nel Capricorno), anzi, ama il comfort, e se mai dovesse avere tendenze ascetiche, queste non sono innate ma nevrotiche, determinate dall’emotività del segno che tende all’ansia.

Questo segno è erroneamente visto come arrendevole. Semmai è vero il contrario. Il Cancro ha sempre una strategia in testa, una via di fuga, una soluzione pronta che gli permette di aggirare gli ostacoli. Si può dire che è un segno astuto, a volte addirittura scaltro. Questa qualità è una sorta di riflesso condizionato, così ben mimetizzato che, il più delle volte, neanche il nativo sa di possederla e giustifica certe sue reazioni come semplicemente istintive.

Un’altra caratteristica importante del segno è la naturale sensibilità. Il Cancro è affettuoso e si preoccupa continuamente per le sorti dei propri cari ma sa anche dire “basta” quando vede che l’opera di assistenza rischia di diventare onerosa dal punto di vista energetico-psicologico. In altre parole, pur essendo comprensivo, emotivo e delicato sa sempre quando tracciare una linea di demarcazione.

Se però questa sensibilità muta in ipersensibilità allora il Cancro seguirà un percorso obbligato: passività che diventa impotenza e si autopunisce esasperando il lamento.

Un altro deterrente alla serenità tanto desiderata è la tendenza alla pigrizia, a volte anche in campo lavorativo. Il Cancro, nella sua astuzia, sa ben sfruttare il lavoro altrui per poi farne il meno possibile. Infatti spesso i nativi di questo segno diventano ottimi manager: usando il loro fiuto infallibile sanno scegliere dipendenti eccellenti ottenendo il massimo rendimento.

Il Cancro, comunque, è un segno amabile, ha modi gentili, una buona educazione quasi innata e cerca sempre di creare un’atmosfera positiva, serena e dolce attorno a sé. Grazie a queste qualità attrae più facilmente segni marziani e duri con cui ha poco in comune.

A differenza di segni prettamente venusiani, che si interessano delle necessità pratiche (Toro) e morali (Bilancia) e che vogliono solo il bene per la persona amata, il Cancro vuole solo essere amato e vive il rapporto di coppia come se fosse un sogno magico e autosufficiente, in cui investe una passionalità prorompente e intensa che però ricerca sempre rassicurazioni.

Spesso i nativi hanno un forte attaccamento verso la figura materna, che il segno col suo governatore nella Luna, rappresenta e incarna. Questo legame può ovviamente anche esprimersi verso i figli, da parte di una madre Cancro.

Capricorno

Questo segno, che recita “io domino”, la cui immagine è simile a quella di uno stambecco, è un segno cardinale cioè pioniere e rappresentante l’energia diretta e, come il Cancro, rivolge lo sguardo al passato e ha bisogno di incoraggiamento e supporto poiché, essendo comunque rivolto all’esterno, può sentirsi vulnerabile e suggestionabile dall’energia che lo circonda.

Questo segno è un segno marziano, il cui governatore è Saturno e queste influenze planetarie lo rendono efficiente, efficace e razionale. Per il nativo, l’aggressività e la crudeltà assolute sono un inutile spreco di energie e di tempo, quindi preferisce affrontare il mondo con un’oculata freddezza, poiché quello che davvero conta è il risultato.

Il Capricorno sa quello che vuole, non se ne vergogna e non ricorre a mezzi artificiosi per raggiungere l’obiettivo. Non vuole convincere nessuno di essere diverso da quello che è realmente.

Il nativo è sottoposto a un condizionamento zodiacale che, per forza di cose, lo rende così distaccato: sa interpretare il mondo in modo lucido, vedendolo per quello che è realmente, non fantasticando o sognando. E questo realismo rende il Capricorno opportunista: sapendo valutare realisticamente una situazione, è capace di sfruttarla a suo vantaggio.

Questo segno pratica il culto dell’efficienza, del successo e del potere, che però vengono spesso messe in discussione da una continua ansia pragmatica. Il nativo è incapace di praticare un sano culto dell’Io e lo sostituisce con la propria affermazione, la buona riuscita e, di conseguenza, un forte bisogno di applausi e premi.

Questa necessità di essere riconosciuto non indica il bisogno di lodare se stesso: il Capricorno vuole che vengano tessute le lodi solo per quello che fa.

Nonostante certi condizionamenti un po’ restrittivi, il segno sa godersi la vita – può tendere all’ascetismo spirituale ma a livello materiale si conferma un segno di Terra: ama le comodità ed essere circondato da belle cose. Non è stravagante, rimane solido e concreto anche nell’agio, che però è un suo bisogno profondo.Vive il piacere come un compenso a privazioni vissute come autentiche: il segno ha un po’ il complesso del diseredato.

Il disincanto del Capricorno non è privo di prezzo: il piacere sofferto che il segno prova nell’ottenimento di compensi e premi è un avvertimento che il segno produce per sé: il godersi la vita lo spinge ad allargare le sue necessità e questo può renderlo dipendente dagli altri. Ecco, il Capricorno, al solo sentir parlare di perdere la propria autonomia e indipendenza si chiude nel silenzio (profondo quanto quello scorpionico), nell’estrema cautela ed economia affettiva e, spesso, prende le distanze.

Da qui può esserci una discesa profonda verso l’avarizia assoluta ma è più facile che il Capricorno sia un avaro spurio: si gode la vita non negandosi però assurde tirchierie.

Questa caratteristica, ovviamente, può inficiare anche il rapporto amoroso: il nativo difficilmente perde la testa, piuttosto calcola. E cerca sempre di ricambiare l’amore con il fare, raramente con il dare. Questa dialettica interna del segno produce due conseguenze: la tendenza all’isolamento, frutto di una visione disincantata del mondo che difficilmente può essere condivisa e l’ambizione, che sostituisce la debole egopatia solare.

I nativi sembrano vivere tutto ciò in maniera naturale, senza peso – eppure, è possibile che dentro di loro ci siano zone d’ombra fatte di inesprimibili rimpianti (o, almeno, questo è quello che pensano tutti gli altri segni!).

A livello affettivo, e proprio perché opposto al Cancro, il Capricorno è il tipico padre che potrebbe diventare padrone: visto che non vuole avere bisogno degli altri, cerca di essere circondato da persone più fragili a cui imporre il suo status quo. In certi casi, la sua componente marziana si traduce in sopraffazione – anche se vestita di amabilità e cortesia.

La più grande compensazione a questo atteggiamento è l’estrema lealtà del segno: Saturno rende il nativo sì duro ma giusto, corretto, onesto e schietto.

In altre parole: femminilità contro virilità; ricerca di amore contro ricerca di successo; sogno contro realtà; fragilità contro fermezza.

NB

Queste descrizioni non solo assolute, il proprio segno di nascita non è mai esaustivo, si deve sempre guardare anche la posizione degli altri pianeti, l’ascendente, ecc… Però queste sono linee base, utili a capire le differenze principali tra segni opposti.

 

 

Toro e Scorpione

Toro

Questo segno, che recita “io mi nutro”, è un segno fisso quindi costruttore e stabilizzatore, ed essendo il secondo segno, quindi il numero due, introduce un aspetto femminile e un ritmo più lento e meditativo. Il Toro rappresenta bene il mondo femminile che, improvvisamente, si spalanca – passata l’unicità egopatica dell’Ariete – nel cerchio zodiacale.Un mondo alternativo impostato su una scala di valori che tiene conto di tutto quello che il mondo maschile ignora o tralascia.

Questa visione femminile è facilitata da Venere, suo governatore notturno, e dalla Luna che nel segno è in posizione di esaltazione.

Il Toro sa che bisogna ricostruire le energie bruciate dall’Ariete e quindi il suo primo pensiero è quello di ingerire calorie: il suo comportamento di conseguenza obbedisce a un condizionamento necessario e non indotto.

Da questa radice comportamentale derivano: insofferenza per qualsiasi tipo di angoscia (la fame è una necessità quotidiana e frequente che deve essere sempre soddisfatta) e la capacità organizzativa nel lavoro (poiché dà sicurezza e pacifica l’animo allontanando l’ansia).

Quindi alla base della cosiddetta “placidità” taurina c’è sempre una ricerca di equilibrio e una cauta economia dei sentimenti che mira a una visione serena della vita.

Il Toro è un lavoratore instancabile ma poco esibizionista e quindi non viene sempre lodato per questa sua qualità. Il motivo è semplice: rispetto ad altri segni, non si tira indietro davanti a lavori manuali, faticosi, considerati umili. Ma è importante notare una sua qualità, essenziale e preziosa: qualsiasi lavoro venga svolto da un nativo del segno, verrà svolto cercando sempre il massimo rendimento con il minimo sforzo.

Il rifiuto dell’angoscia lo spinge a sdrammatizzare e a minimizzare i problemi più gravosi. La sua arrendevolezza trova la sua forza nell’infinita pazienza del segno. Il Toro è un grande incassatore e, sapendo di avere tantissima pazienza, si difende dagli altri con scoppi d’ira e ciclonici furori perché teme troppe richieste dall’esterno.

Nella sua “placidità” si insinua la caduta di Mercurio che incide sul ritmo lento del segno ma anche sulla scarsa curiosità umana: il Toro, molto legato alla propria terra e a ciò che riconosce come suo, fa fatica a interessarsi e a coinvolgersi in situazioni o realtà che vive come distanti. Il Toro è conviviale ma non socievole, tende a risparmiare energie e non è facile alle frivolezze.

Il condizionamento necessario legato alla fame e la poca curiosità verso l’esterno lo rendono anche molto possessivo: il nativo, nei confronti delle persone che ama, diventa fagocitante e ha con loro lo stesso atteggiamento assimilativo che ha col cibo.

Il Toro, così com’è legato alla solidità generatrice di benessere materiale, non è capace (o rifiuta nel modo più assoluto) certe finezze dello spirito.

Affronta la vita ” a viso aperto” e rifiuta inganni ed intrighi cari, invece, allo Scorpione.

Scorpione

Questo segno, che recita “io nascondo”, è anch’esso un segno fisso quindi costruttore e stabilizzatore, che porta da sempre un marchio infernale, tenebroso, un po’ satanico.

Lo Scorpione possiede il senso del macabro che si mostra in modi più o meno evidenti, che possono sfociare nella crudeltà. Questa caratteristica fondante del segno, ha la stessa funzione della ghiottoneria del Toro: si potrebbe protestare dicendo che mangiare è lecito, uccidere no e infatti non stiamo parlando di uccisione vera  e propria ma di morte: la propria morte è male, ma la morte di un altro può essere un bene e, scorpionicamente parlando, va aiutata. Da qui la crudeltà: uno stimolo grottesco ma guerriero che può essere, per il nativo, quasi voluttuoso.

Attenzione: lo Scorpione non è un assassino ma è a questo segno che viene affidato il compito di alimentare questo atteggiamento mentale evoluzionistico: la vita umana è programmaticamente limitata affinché le vecchie generazioni lascino posto alle nuove. Moltissimi Scorpioni non sono né capaci né desiderosi di fare del male ma non riescono a staccarsi, mentalmente, dal concetto di morte, magari usando espressioni colloquiali del tipo “lo ammazzerei” (per usare quella più neutra!).

Questa crudeltà, che è una parola che allarma, deve essere ridimensionata al quotidiano: lo Scorpione (ma non solo!) si può mostrare crudele nel tenere sulle spine un innamorato, per esempio. Di situazioni simili, nella vita, ce ne sono a migliaia e tutte, se  valutate in modo obiettivo, rispondono all’aggettivo “crudele”.

Questa descrizione un po’ ferale ci porta a un altro aspetto importante del segno: il gusto drammatico. Lo Scorpione ama le situazioni a tinte forti, adora complicare una cosa semplice, sfida il rischio (altro aspetto della morte che i nativi sperimentano su se stessi). Infatti, spesso, fanno lavori pericolosi: in questo modo anestetizzano la paura del trapasso attraverso un pericolo vissuto quotidianamente.

Da qui ne deriva la sfida alla sorte, atteggiamento che porta il nativo a una sorta di evoluzione: mi adatto plasticamente alle situazioni e così facendo non le subisco.

Grazie a Plutone, suo governatore, lo Scorpione è il migliore alleato nelle situazioni di pericolo e paura: quando tutti tremano, si mette in gioco (in un modo che agli altri può sembrare manipolatorio, ingannevole o inattendibile), e salva tutti dal baratro. Questo è possibile anche grazie a un’intelligenza graffiante: lo Scorpione penetra in profondità e ha uno sguardo a cui non sfugge nulla.

La tendenza all’inganno non è innata ma circostanziale: i pregiudizi perbenistici non hanno presa sullo Scorpione e per questo il nativo tende a cogliere il lato nascosto delle azioni altrui e a sfruttarlo: a volte senza pietà, perché questo segno odia ciecamente la stupidità e la stoltezza.

Insieme al Capricorno, lo Scorpione è un segno silenzioso: riesce sempre a tacere, anche quando parla: qualcosa verrà sempre e comunque tenuto nascosto.

Da qui nasce una qualità inestimabile del segno: la discrezione (il saper tacere di me mi porta a tacere anche degli altri). Inoltre, conoscendo (o avendo provato) lo scibile umano a tinte forti, non si scandalizza mai. Per questi motivi è un amico prezioso.

Il deterrente maggiore che ha lo Scorpione dal divenire un delinquente, è il sesso. Lo Scorpione, come il Toro, è uno dei segni più genuinamente sensuali dello Zodiaco. Purtroppo, a differenza del Toro che usa l’amore contro la morte, lo Scorpione vive in maniera drammatica anche questo aspetto, da qui la fusione con l’altro diviene problematica. Ma per un segno così lucidamente intellettuale, l’unico condizionamento zodiacale possibile (e salvifico) può essere solo il travolgente coinvolgimento del sesso.

Alla linearità del Toro risponde la tortuosità dello Scorpione: il primo crede in ciò che vede, il secondo non ci crede mai. Da qui amori complicati, difficili o faticosi.

Un rischio che corre lo Scorpione, segno eversivo per eccellenza, è che questo atteggiamento sovversivo e destabilizzante lo conduca in una spirale di crudeltà e vizio dove il fascino della morte può diventare volontà di autodistruzione.

Lo Scorpione ha un buon senso dell’umorismo che può diventare molto acuto e raffinato (come nei Gemelli) perché, avendo la capacità di osservare il mondo in maniera disincantata, sa cogliere i risvolti segreti della natura umana. Il suo umorismo può essere irresistibile, feroce e dissacrante.

In altre parole: materia contro ragione; condivisione contro segretezza; ricerca di serenità contro drammaticità; difficoltà al cambiamento contro sovversione totale.

 

NB

Queste descrizioni non solo assolute, il proprio segno di nascita non è mai esaustivo, si deve sempre guardare anche la posizione degli altri pianeti, l’ascendente, ecc… Però queste sono linee base, utili a capire le differenze principali tra segni opposti.