Giallo, colore ambiguo

Il Giallo è un colore che impone delle scelte: pensate al semaforo, o al codice del pronto soccorso. E’ una soglia di attenzione, la prima, a cui dobbiamo sempre badare.

Ma il Giallo è anche lo splendido colore dell’estate, è un colore primario ed è uno dei più amati da bambini e artisti (alcuni anche a livello paranoico, pensate a Van Gogh). Il Giallo richiama il sole, quindi calore, potenza, regalità.

Il Giallo però può anche essere un colore preoccupante: se compare sul viso di una persona indica malessere, paura, emozioni negative.

I grandi traditori come Giuda sono spesso rappresentati vestiti di Giallo perché, a volte, questo colore assume una sfumatura negativa, torrida e famelica: ricordiamo che da un lato richiama l’oro e dall’altro lo zolfo.

Un colore diabolico, quindi, ma tanto luminoso e tanto vivo che non può non rinfrancarci…pur rimanendo in allerta!

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Il Corallo, figlio di polipi e di dee

Il corallo è uno scheletro calcareo creato da milioni di piccoli polipi. Se uno ci pensa gli passa subito la voglia di metterselo al collo. Ma il corallo, rosso e multiforme, è da secoli simbolo di vita e rigenerazione. A guardarlo in natura rimanda al cuore e ai vasi sanguigni. Inoltre è figlio di Medusa poiché, secondo la mitologia greca, nasce dal sangue della testa decapitata della dea.

Il corallo, per la sua rarità, diviene da subito materiale pregiato e molto richiesto per gioielli, amuleti e portafortuna.

Il colore Corallo è una variante particolare del Rosso perché possiede una leggera sfumatura Arancione. Il Rosso significa passione, ardore, coraggio, energia e forza. L’Arancione è un colore euforizzante, allegro, agglutinante.

Entrambi hanno un significato molto ben visto di questi tempi: sono entrambi colori che rimandano al successo, alla carica vittoriosa, alla piena soddisfazione.

Di sicuro chi li indossa non teme l’esterno. Per questo tutti noi, ogni tanto, dovremmo indossare qualcosa con questi colori, magari in quelle giornate “no” dove dobbiamo per forza funzionare al meglio oppure (e sarebbe meglio) vogliamo funzionare al meglio.

Il corallo è stato spesso dipinto, forgiato, impresso. Vi metto un particolare di un dipinto molto ricco del Mantegna (Madonna della Vittoria) dove il corallo è simbolo di buon auspicio.

Io credo che porti molto bene se viene ereditato. Comprarlo forse è un peccato, essendo raro. Ma ereditarlo è una fortuna perché, insieme ad esso, si eredita anche un po’ della persona che lo ha indossato. Un po’ del suo carattere, un po’ della sua visione, un po’ della sua forza. Eh sì, forza: Rosso + Arancione!

Madonna della Vittoria

Un lampo e poi l’Azzurro

Quando mi sono innamorata non ci ho fatto molto caso. Onestamente, non sapevo neanche di essere innamorata. Lo guardavo, che armeggiava con bicchieri e liquidi colorati, e dava ordini e ne prendeva, e cantava e ballava. Tutto insieme.

Non potevo avere il tempo per farci caso. Vedevo solo quel danzare di mani, sotto luci soffuse e bicchieri che tintinnavano.

E io lì, immobile, vestita che neanche al ballo del re, in attesa di un’occhiatina. E invece no. Mani. Dappertutto quelle mani.

Poi, un lampo, un colpo quasi doloroso di luce ed ecco…l’Azzurro.

L’Azzurro è un colore freddo, dicono. “Si fa con il Blu e il Bianco, no?” Certo, ma che colori sono? Il blu (o meglio, ciano) è un primario. Il bianco invece è una non tinta di assoluta luminosità. E può mai essere un colore di tal genealogia, bollato semplicemente come freddo?

L’Azzurro non è propriamente un colore ma una particolare brillantezza, una scintilla vivida di intelligenza. E’ una rarità, indica purezza, innocenza, sincerità. Difatti lo mettono in testa alla Madonna e non sorprende che il mare e il cielo abbiano questo colore.

Serve a blandirci e calmarci.

Beh, con me ha funzionato!

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Azzurro come il Mondo, carta di grande fortuna

Il Rosso e il Sabato sera

Mi piace il sabato sera. A volte lo trovo anche un po’ malinconico (ma come, il fine settimana sta già finendo?). E da brava Pesci, ci sguazzo.

Questa volta però voglio festeggiarlo con un abito rosso. E nastri rossi.

Ah sì, mia nonna sarebbe fierissima, anche se un po’ disillusa: “Ma lo smalto?” “No, nonna, lo smalto no. Il troppo mai”, le direi. E lei riderebbe. Una di quelle sue risate rauche, da fumatrice esperta.

E quindi, Rosso. Amico mio, sangue che scorre, voglia di fragole, lussuria. Colore di passione, certo, ma anche di energia. Carismatico, un po’ tirannico. Celebrativo, sì, ma anche da martire. Chi lo indossa sa quello che vuole, te lo sbatte in faccia, se ne frega di te e delle tue richieste. Eppure ti vuole, è Rosso per te, e così ti  intrappola, in un sogno voluttuoso e piccante.

Rosso, come la Regina di Bastoni
Rosso, come la Regina di Bastoni