Mercurio, la nostra consapevolezza

Mercurio è l’astro più veloce e leggero del sistema solare e, da sempre, occupa un ruolo preminente sia nella cultura più antica, quella assiro-babilonese, sia in quella più moderna del mondo romano e greco.

Il suo geroglifico è costituito da un cerchio (come già il Sole, Marte e Venere) sormontato da una mezzaluna posata orizzontalmente sulla parte superiore, mentre nella parte inferiore è attaccata una croce capovolta. Praticamente il grafico risulta dalla fusione di Venere con il Toro. Alcune fonti lontane rappresentano Mercurio diversamente: al posto della mezzaluna troviamo due piccole linee che formano due corna.

Il significato del suo simbolo è complesso: lo Spirito (rappresentato dalla croce) si unisce alla Terra (rappresentata dal cerchio) attraverso il segno composito del Toro, cioè attraverso la materia. Questa comunicazione tra Cielo e Terra fa di Mercurio un tramite tra il divino e l’uomo, tra trascendenza e immanenza.

Il mito riportato da Omero ci descrive un Mercurio fanciullo  divino che è anche briccone divino. Innanzitutto, ruba dei buoi con l’astuzia, e li divide in parti uguali da donare agli dèi olimpici. Poi costruisce la Lira e fa pace con Apollo, suo fratello, allietandolo con il “dodicesimo canto”. In seguito, offre la Lira ad Apollo in cambio del bastone da pastore che produce ricchezza, dona sovranità sugli animali oltre alla carica di  messaggero degli dèi  presso l’Ade, cioè gli inferi. Per questo motivo viene chiamato Psicopompo, cioè guida delle anime. Veloce, brillante, astuto, persuasivo nel parlare, Mercurio ha il dono della mobilità e dell’azione rapida, agisce sconcertando dèi e uomini, è spregiudicato e sottile. Mercurio, da bravo messaggere, aiuta tutti ma senza alcun principio morale, conoscendo bene la natura delle cose umane e divine.

Ma Mercurio non è soltanto un grazioso messaggere con i calzari alati e il corpo perfetto, come ce lo tramanda l’arte, e non è – astrologicamente – soltanto l’espressione dell’intelligenza nel senso dell’acquisizione intellettuale e della differenziazione superiore; è piuttosto il simbolo della funzione globale di cui è formato l’Io, cioè il conscio. Quindi Mercurio è lontano dalle categorie razionali e culturali perché è l’espressione dell’irrazionalità che si trasforma non per opera di acculturazione e intellettualizzazione, ma piuttosto per un’armonica coordinazione e assimilazione di ciò che viene sperimentato attraverso le funzioni primarie e secondarie dell’essere.

Questo è importante da sapere perché il Mercurio astrologico sia liberato da proiezioni qualitative che lo fanno apparire troppo intellettuale e limpido. Ricordiamo, Mercurio è appena nato che già si trasforma in ladro, inganna madre e fratello, uccide una tartaruga per farne uno strumento e imbroglia spesso e volentieri Apollo per trarre dei vantaggi. Questo vuol dire che Mercurio è piuttosto l’intelligenza dell’adattamento all’ambiente secondo le leggi dell’istinto e del vantaggio egocentrico che non esclude il cinismo, l’astuzia, l’inganno e la freddezza.

In astrologia, è il Mercurio della Vergine che realizza la fusione tra apprendimento evolutivo utilitario e pura conoscenza, mentre nei Gemelli è delimitato tra apprendimento evolutivo utilitario in relazione con l’ambiente. Infatti esiste una differenza dei due simboli: il Mercurio dei Gemelli è quello col bastone da pastore, dorato e munito di tre foglie, principio di acquisizione istintuale, naturale; diversamente, il Mercurio della Vergine è dotato del famoso caduceo: il bastone sacro attorno al quale sono avvolti due serpenti che tendono verso la sommità del bastone dove c’è una coppia di ali distese. Il bastone indica il potere, i serpenti la prudenza, le ali rappresentano l’ordine e il dominio. Il Caduceo è l’emblema dell’equilibrio tra istinto e ragione, tra forze benefiche e forze malefiche, sia a livello cosmico che umano: in esso tutte le forze contrarie si stabilizzano integrandosi, così come avviene nel processo evolutivo psicologico dell’uomo.

Il grado di socializzazione, il tipo e la quantità di rapporti interpersonali vengono definiti da Mercurio. Il linguaggio verbale, lo scritto, il gesto e ogni tipo di messaggio o segnale è di pertinenza di Mercurio. L’azione astrologica di questo pianeta porta ad analizzare il suo finissimo valore psicologico. Esso simbolizza il processo di adattamento logico-verbale mediante la selezione e la rimozione dei dati sensoriali o istintuali, anche presiedendo ai meccanismi di difesa verso gli stimoli esterni o interni (funzione tipica assunta dall’Io).

Mercurio, in sintesi, ci rende consapevoli del nostro valore e destino.

Giro dello Zodiaco 87 giorni
Simbologia Intelligenza, furbizia, comunicazione, ingegno
Anatomia e fisiologia Sistema nervoso, bronchi, timpani, orecchie
Ruolo familiare e sociale Figlio adolescente, fratello, amico
Domicilio Vergine, Gemelli
Esilio Sagittario, Pesci
Esaltazione Vergine
Caduta Pesci
Funzione Conoscenza, adattamento
Lato oscuro Disonestà, ipocrisia, falsità, cinismo

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Venere, la nostra affettività col Mondo

Il pianeta dell’amore, come viene chiamato in astrologia popolare, è in realtà il simbolo più affine alla Luna nel sottolineare gli aspetti storico-mitologici del matriarcato.

Venere comparve alla vista dell’uomo già all’epoca dei Babilonesi che la descrissero come una “chiara fiaccola”e “il diamante scintillante al sole”. Ben presto però, il pianeta divenne anch’esso simbolo della Grande Madre, com’è la Luna.

Il geroglifico del pianeta è particolarmente suggestivo: un cerchio con una croce appesa e capovolta in basso. Un certo tipo di astrologia, improntata su un’atmosfera sacrificale e penitenziale, vede in questo simbolo il riconoscimento dell’aspetto immanente carnale e orgiastico, peccaminoso, dell’uomo che prevale sull’aspetto spirituale e mistico rappresentato dalla Croce. In questo caso il mondo (il cerchio) prevale e sovrasta la Croce, che viene rimossa e ricacciata nell’inconscio: il simbolo sacro sarebbe rovesciato, interrato verso la direzione diabolica, dell’oltretomba. La Croce che indica spazio-tempo-materia viene nascosta alla coscienza umana, decisa a vivere soltanto la dimensione immanente del quotidiano.

È fondamentale, però, l’attribuzione di Venere all’espressione affettiva sensuale. Venere, nella mitologia, richiama il simbolo della Grande Madre, una madre assetata d’amore ma che sapeva anche donare illimitata voluttà amorosa.

Si racconta, in Medio Oriente, che Venere sia nata da un uovo che i pesci dell’Eufrate spinsero sulla riva e covato da una colomba. Venere è quindi sinonimo di bellezza, grazia, dolcezza e femminilità. Le fonti occidentali fanno nascere Venere, l’Afrodite dei Greci, dal mare – come canta Omero, o ancora, da una conchiglia, associandola al concetto di perla, con storie d’amore abbastanza complesse. Ecco dunque la Venere- Afrodite che diventa il simbolo dell’affettività sensuale e della femminilità, perdendo i caratteri di quell’espressione affettiva ancora legata alla genitalità animale, generata dalla terra, delle civiltà tauro-mitraiche.

Venere esprime un’energia di affinità: è l’asse bipolare di tutte le creature come di tutti gli elementi dell’universo. L’affinità, che gli Alchimisti definiscono come la tendenza che ha un corpo di combinarsi con un altro corpo, e che essi associano a un’energia quasi psichica, l’affinità degli elementi di cui la scienza ha verificato il ruolo fondamentale in tutte le manifestazioni trasformative della natura e della vita, è la stessa energia dell’amore che attira le creature l’una verso l’altra.

Si potrebbe dire che Venere incarna il motto “Solve et coagula” essendo il simbolo psicologico di questa energia così potente.

Tale energia d’amore è espressa nel Toro, come archetipo di Grande Madre, quindi di gestazione, prerazionale; nella Bilancia, invece, è già arte delle affinità elettive, razionale, matura. In astrologia, Venere è l’espressione globale dell’affettività e dell’amore sentimentale. Ma il simbolo, in questa dimensione, è da intendere anche come parametro della bellezza estetica formale, per recepire la quale, entrano in gioco la sensazione, la percezione e le immagini che si attivano nel profondo.

Venere, in un oroscopo, informa sulla capacità di amare, il calore dei sentimenti ma anche attitudine più o meno sensibile a recepire il bello e il gioioso. Venere è anche simbolo del temperamento creativo artistico e permette di valutare il cosiddetto fascino personale nonché l’altruismo e la dedizione.

Nella psicologia del profondo, Venere è l’amore come sentimento e simbolizza la possibilità di proiettare l’immagine interna su un oggetto d’amore esterno ritenuto valido.

Dietro al mito c’è il complesso o la modalità psicodinamica soggettiva: non un cieco destino riduttivo ma una tendenza e una potenzialità. Jung ci suggerisce di vedere nella Venere astrologica anche la proiezione erotica da parte della Madre iperprotettiva o fallica, e quindi l’introduzione del principio del Male, nel senso di un femminile che interviene a rompere gli equilibri e a scatenare le passioni.

Impossibile schematizzare Venere e le sue attribuzioni: nulla è più sfumato, ricco di gamme, traslazioni e trasformazioni dell’affettività umana, perciò Venere è un simbolo generale, e non fisso, che mal sopporta l’applicazione di formule interpretative rigide.

Venere, in sintesi, è nostra relazione affettiva con il mondo.

Giro dello Zodiaco 224 giorni
Simbologia Affettività, piacere, attrazione, relazioni
Anatomia e fisiologia Ovaie, reni, metabolismo
Ruolo familiare e sociale Amante, compagna, amica
Domicilio Toro e Bilancia
Esilio Ariete e Scorpione
Esaltazione Pesci
Caduta Vergine
Funzione Armonia, bellezza, benessere
Lato oscuro Edonismo

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Marte, l’Io guerriero

Il pianeta Marte, governatore dell’Ariete, è il simbolo dell’energia vitale e del contatto aggressivo col mondo esterno. Prendendo il nome dal dio della guerra, Marte compare associato al primo segno dello Zodiaco già dal VIII secolo a.C ed è da sempre considerato apportatore di event rovinosi oppure di sorprese temibili causati dall’impulsività.

La mitologia parla di Marte come espressione della virilità guerriera ma, col passare del tempo, le attribuzioni puramente belliche si sono spostate sempre di più sul piano psicologico individuale come attribuzione all’individuo di specifiche qualità aggressive.

Il geroglifico di Marte è un cerchio sormontato da una freccia che parte, inclinata, verso destra di chi la guarda. L’interpretazione più corrente è quella dell’energia aggressiva che si distacca dal mondo soggettivo umano e parte verso un bersaglio lontano. È la rappresentazione cinematica di un moto centrifugo, dove la freccia vettore indica lo spostamento tangenziale dell’energia che si distacca dal movimento rotatorio obbligato per scegliere un altro percorso; il cerchio è la terra,  la freccia è il salto qualitativo che ci distacca dall’immanenza esistenziale.

Nel simbolo di Marte, quindi, è espressa la dinamica, la tensione libidica, energetica dell’uomo: dal finito all’infinito, dalla carne allo spirito, dall’ambiente circostante a spazi incommensurabili, dalla materia all’anima come un viaggio in perenne manifestazione di tendenza, dal cerchio alla freccia fino al bersaglio invisibile.

Per i Greci, Marte era Ares, il cui etimo Are significa, in greco, violenza e collera. La radice sanscrita Mar, invece, indica una divinità vedica, il dio Marut, che dominava gli uragani e il fuoco sacro.

Ares, in origine, era un dio fanciullo, bravo danzatore e virile amante, e  solo successivamente, in Marte, prese forza la natura aggressiva, audace e impulsiva dove l’istinto precede ogni riflessione. Di conseguenza, l’origine di Marte è simbolo di erotismo, di impulsività sessuale e di vitalità eccessiva, dionisiaca, provocatoria.

Ma Ares non era solo questo, era anche un tipetto odioso che s’interessava molto anzi, secondo Zeus, troppo, di liti, contese, rivalità e conflitti. Lo si può vedere nel mito che lo vede combattere contro i Dioscuri o contro Efesto anche se è nella mitologia romana che Ares diventa Marte, il dio collerico e vendicativo, privo di scrupoli e protettore della guerra. Infatti lo spirito guerriero dei Romani era posto sotto la protezione di Marte.

È la forza ostile, l’energia impulsiva che si manifesta senza mediazione o misura. È il dio che esulta nella distruzione apportata nelle cose, nei beni o nei rapporti.

Le più recenti ricerche mitologiche ci offrono un’origine nordica di Marte, quale dio chiamato Tyr, che si offre in sacrificio per la risurrezione e qui si può vedere un’analogia con un aspetto marziano in Gesù Cristo che, come il dio nordico, usa la propria energia per l’autosacrificio. Marte è dunque anche un simbolo di rigenerazione e rinascita e simboleggia energie che si trasformano, dal male al bene e viceversa.

Nella simbologia astrologica, Marte ha il valore di violenza e passione; è definito il pianeta di fuoco e ferro, molto dinamico e aggressivo, maschile, in perfetta armonia con le caratteristiche dell’Ariete dove ha domicilio diurno e nello Scorpione dove ha domicilio notturno.

Nell’oroscopo Marte si riferisce all’energia muscolare del soggetto ed esprime l’aggressività naturale, biologica: il confronto tra le energie individuali (la libido) e il mondo esterno ambientale.

Il pianeta, in senso astrologico e psicodinamico, è il principio dell’ostilità come attacco aggressivo e della repulsione come difesa, cioè autoaggressione. A seconda delle tonalità oroscopiche, Marte fa vedere se una persona è un collerico aggressivo o un aggressivo passivo in senso inibitorio frustrante e indica la capacità di inserimento combattivo nella lotta per la vita.

Nella psicologia del profondo, Marte costella l’archetipo della lotta, del conflitto ed è espressione dell’energia vitale originaria che si libera per aggredire e possedere l’oggetto d’amore con le pulsioni profonde. Marte, quindi, è il simbolo della voluttà del possesso, del dominio, dell’assimilazione attraverso la conquista.

Nell’oroscopo, il pianeta segnala il grado di desiderio di affermazione dell’Io o dell’inibizione compulsiva e dimostra se la libido è ben canalizzata o no; dimostra se il soggetto è capace di superare il livello inconscio del sadomasochismo oppure vi è rimasto fissato riportandone frustrazione o impotenza psicosessuale.

Generalmente, Marte nell’oroscopo femminile mette in evidenza l’immagine del maschile che la donna ha nel suo inconscio come archetipo del virile e della sessualità.

Marte, in sintesi, è il nostro Io guerriero.

Giro dello Zodiaco poco meno di 2 anni
Simbologia Forza, coraggio, determinazione, dinamismo
Anatomia e fisiologia Il pene, i muscoli
Ruolo familiare e sociale Amante, compagno, amico
Domicilio Ariete, Scorpione
Esilio Toro, Bilancia
Esaltazione Capricorno
Caduta Cancro
Lato oscuro Collera, brutalità, violenza, aggressività

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La Luna, l’Io ricettivo

Nessuna stella, nessun astro ha tanto attirato lo sguardo umano sull’immensa scena del cielo notturno, di tempo in tempo, quanto la Luna. Questo nostro piccolo satellite da sempre è capace di far nascere nell’uomo profonde suggestioni emotive e psichiche.

Il crescere e il decrescere della sua luminosità, la sua periodica scomparsa e riapparizione in cielo, la sua corsa rapida tra le stelle che le fanno da sfondo, la limpida freschezza che emana la sua indefinibile lucentezza notturna e la sua occulta influenza sul moto delle acque, sulla vegetazione e la vita animale, sono tutti motivi che da sempre hanno stimolato l’immaginazione dell’uomo, creando miti, simboli e innumerevoli leggende e suggestioni.

Da sempre la Luna esprime il principio femminile materno e costituisce  un archetipo della Grande Madre e come tale adorata in molte civiltà. All’alba dei tempi, in Egitto e in Caldea, vivevano civiltà prevalentemente agricole. Le terre buone e i grandi fiumi che le irrigavano rendendole fertili e fonti di benessere, stabilirono negli uomini una immagine di rapporto vitale terra-acqua che dette origine al culto simbolico della Madre Terra e poi della Grande Madre. Più tardi l’associazione fu portata sulla Luna perché fu intuita la sua influenza notturna sulle acque e i terreni. In tal modo, da astro idolatrato emotivamente, la Luna divenne divinità degna di culto nelle civiltà più alte, assumendosi non soltanto il ruolo di Grande Madre protettiva, ma anche quello di misuratore di tempo. Nelle varie etimologie, infatti, c’è il significato di “luminosa” e di “misura”.

Il geroglifico della Luna è sempre stato quello di una falce o mezzaluna, orizzontale o verticale. L’ideogramma che usiamo oggi nella pratica astrologica è quello derivato dell’età greca. Come si è detto, il principio femminile è espresso dalla Luna, in quanto l’astro non ha luce propria, bensì risplende per riflesso della luce solare. Da qui deriva il carattere fondamentale del simbolismo che la determina femminile, ricettiva e passiva. La sua varietà di fasi esprime la plasticità e dunque il principio di trasformazione e crescita.

La sua erraticità, la sua mobilità divennero simboli dei destini delle prime popolazioni nomadi. Con la teologia e la mitologia egiziana, la Luna acquista un’importanza eccezionale. Costituisce col Sole un governo gerarchico, la famosa Barca Solare: la fusione della Luna con il Sole così come è rappresentata negli ornamenti di Apis, Thoth, Iside e altre deità egizie. Il Libro dei Morti ci ricorda che, spiritualmente, la Luna è uguale al Sole; i due princìpi si oppongono come due forze del tutto uguali ed equivalenti. La versione esoterica riporta questa antica fusione tra Sole e Luna, convalidata dalla Genesi biblica. Sopraggiunta la grande catastrofe cosmica, la Luna si scinde dal Sole: “E Dio separò la luce dalle tenebre….e pose i luminari maggiori in cielo…”; e si definisce nel suo esiliato dominio notturno dando così inizio a quella che viene detta Involuzione Cosmica, prima fase della Caduta. E’il drammatico evento della scissione che si ripercuoterà anche sull’Uomo Cosmico, separando il Maschile-Sole dal Femminile-Luna in un fronteggiarsi di Luce-Tenebra, Giorno-Notte, opposto e complementare. Dal maschile viene sottratto il femminile, da Adamo viene tolta e distinta la prima donna, Eva.

I simboli arcaici lunari erano costituiti da pilastri e principalmente da pietre e alberi. Successivamente la Luna deificata assunse un simbolo animale. Così, tanto per citarne alcune, la divinità lunare Ecate era un cane tricefalo; Iside era una vacca, Cibele una leonessa. Le deità lunari sono moltissime, ma tutte riconducono al concetto fondamentale della Grande Madre. Un esempio tra tanti, Iside era chiamata Madre dell’Universo e da lei dipendeva ogni forma di vita sulla terra,  regolava le gravidanze e i parti, stimolava i cicli vegetali e regolava le acque.

Dopo gli Egizi, il mito della Luna passa in Grecia e a Roma, assumendo tratti ancor più femminili: Selene è il nome greco (da selas, luce) che la Luna assume come dea dell’Olimpo. Un altro principio lunare fu personificato da Artemide-Diana, dea cacciatrice errante che esprime l’inquietudine dell’anima senza il controllo conscio. Anch’essa fu venerata per la fertilità femminile. Nella mitologia greca scompaiono i simboli animali e subentrano le figurazioni umane: si definisce in tal modo la polarità opposta e complementare di Sole e Luna, Uomo e Donna, Attivo Maschile Penetrante e Passivo Femminile Ricettivo.

La Luna, però, ha anche un aspetto negativo che la rendono una dea temibile. La personificazione più complessa, misteriosa e temuta fu quella di Ecate, l’oscura luna perversa. Ecate poteva rappresentare una luna assente, cioè completamente invisibile per l’uomo, oppure anche “l’altra” faccia della luna, quella mai visibile dalla terra. Entrambi i casi rappresentano il lato oscuro della Luna, l’archetipo della presenza ignota e inconoscibile e il lato inconscio, nascosto, della Madre.

Il mito di Ecate dice che la dea appariva nella notte con i suoi neri cavalli e inviava nel silenzio notturno l’orribile e spaventoso fantasma Lamia, sua figlia, il cui nome significa “introdursi con forza” o anche “incubo”. Sia Ecate che Lamia seducevano gli uomini nel sonno, ne succhiavano il sangue e mangiavano la loro carne. Ecate, quindi, rappresenta sì una madre ma una Madre di morte: appare con in mano la chiave dell’Inferno, il flagello, il pugnale e la torcia. Più recente è la simbolica dove Ecate diventa il guardiano dell’Ade, e cioè la Nera Madre distruttiva, quella che, nella psicologia del profondo, è il materno spirituale negativo, divorante e regressivo.

Oltre a Ecate, un’importante raffigurazione del materno distruttivo, è Lilith, la Luna Nera. A livello astrologico Lilith fu molto studiata durante il Medio Evo, mentre nella pratica odierna, la Luna Nera è quasi dimenticata, probabilmente perché meno sentita dall’inconscio collettivo.

Si è sempre detto che Lilith, della quale si conoscono la longitudine astronomica e il passo mensile, rappresenta l’opposto della faccia nota della Luna. Ma com’è nata Lilith? Le sue origini risalgono all’epoca babilonese e sumera, dove fu vissuta come mito e simbolo negativo. In termini analitici Lilith rappresenta l’introiezione di un oggetto materno cattivo, l’irruzione della figura inconscia, proprio come Lemia ed Ecate irrompono con il loro orrido aspetto a tormentare la coscienza e i sensi dell’uomo. Non si sa con sicurezza se Lilith è l’altra faccia della luna, quella non visibile dalla terra, o se rappresenta davvero la luna assente; esiste un’interpretazione mitico-archetipica che la ritiene una formazione simbolica immaginaria che costella il complesso della “madre terribile” nell’inconscio dell’uomo che la proietta nel cielo personalizzandola.

L’attribuzione della Luna al segno del Cancro, quarto segno zodiacale, è giusta poiché in questo segno d’acqua si esaltano tutte le virtù del femminile e della maternità, nel bene e nel male. Inoltre il Cancro è un segno emotivamente errante, dal positivo al negativo ciclicamente, continuamente. Proprio come la Luna.

La Luna, in sintesi, è il nostro Io ricettivo.

Giro dello Zodiaco 27 giorni circa
Simbologia Maternità, inconscio, illusione
Anatomia e fisiologia Seno, liquidi corporei, sistema linfatico
Ruolo familiare e sociale Madre, moglie, donna ideale
Domicilio Cancro
Esilio Capricorno
Esaltazione Pesci
Caduta Vergine
Lato oscuro Instabilità, crudeltà, negatività

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Sulla sua Casa, la Quarta: https://tarocchiacolori.com/2016/08/19/casa-quarta-o-del-cancro/

Sull’opposizione Cancro-Capricorno: https://tarocchiacolori.com/2016/07/16/cancro-e-capricorno/

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Il Sole, la personalità

La luce, il Sole sono sempre stati in relazione con Dio e la creazione. Il Sole è il centro del sistema planetario e il suo ritmo stagionale, di costellazione in costellazione, copre i 360 gradi dello Zodiaco. Un grado zodiacale è, più o meno, un giorno dell’anno.

Il Sole rappresenta il Centro dell’Uomo, il nucleo vitale della personalità. Già molto prima che nascesse l’astrologia, Il Sole era temuto e adorato.

Il geroglifico del Sole è un cerchio con un punto centrale. Circonferenza e centro; cioè fonte di espansione. Il grafico è analogo al cerchio zodiacale, quindi il concetto racchiuso è estremamente dinamico, dato che il Sole si snoda sull’itinerario dei segni.

Il cerchio rappresenta lo zero, il nulla assoluto che precede ogni manifestazione; in astrologia questa associazione è molto importante, infatti è proprio il Sole il primo fattore oroscopico che si studia nell’analisi personale.

Nel Sole è racchiuso il principio di vita, il centro dell’identità, del Sé.Come espressione di energia vitale e di volontà indomita il Sole si richiama al mitico Elio, il dio solare figlio di Iperione, che nella mitologia è l’infaticabile auriga che lancia con destrezza i suoi destrieri e il carro fiammeggiante nelle corse tra cielo, terra e inferi prestandosi alle vicende degli dei e degli eroi.

Da sempre il Sole è stato considerato il principio maschile, in coppia con la Luna che rappresenta il principio femminile. Insieme creano l’archetipo dei genitori. In un oroscopo è possibile valutare in quale strato della personalità agisce l’immagine genitoriale, così come si può vedere se un individuo vive armonicamente questo archetipo, o se subisce un conflitto, un’identificazione o una scissione.

Il Sole sostiene l’uomo nel suo cammino dentro la vita, e lo sostiene come scintilla, come archetipo del divino presente in lui, poiché ogni creatura umana reca in se stessa un Sole invisibile, ossia un’immagine divina.

In astrologia, il Sole è l’astro più importante e la posizione zodiacale, che esso occupa al momento della nascita, determina l’indice di comportamento basilare dell’individuo che sarà modificato dalla posizione degli altri pianeti. Alla nascita, ciascuno di noi ha il Sole in un determinato segno zodiacale, da ciò deriva la definizione tipologica, in quanto il Sole si fa portatore delle caratteristiche implicite nel segno zodiacale assegnato dalla sorte.

Il Sole astrologico esprime  la vitalità nel senso biofisiologico, esprime il principio della vita e il calore divino che è in ognuno di noi. Determina la vita di relazione del soggetto a livello conscio e l’orientamento globale del gradiente libidico, cioè simbolizza l’Io, l’atto conscio affermativo poiché gli scambi del soggetto con il mondo vengono permessi dal valore solare su larga superficie, ma sempre attraverso il conscio.

Il Sole astrologico determina la spinta creativa e la realizzazione nel mondo esterno, in quanto rappresenta gli ideali dell’Io, la coscienza individuale, la volontà, il senso morale, etico e religioso della vita. Il Sole nell’oroscopo è da considerare anche come la luce interiore, la scintilla: è la luce dell’uomo che riflette la luce del cielo. Nella vita di ogni giorno, l’astro solare rappresenta la guida nelle aspirazioni, nelle tendenze innate e nei rapporti con gli altri uomini. Il Sole, quindi, è la volontà di potenza, il bisogno di dominare, del valere in senso competitivo.

Nella psicologia del profondo il Sole esprime l’Io e il Super Io e come attribuzione ulteriore è l’autorità nel senso simbolico. Rappresenta sempre la figura del Padre ed è il simbolo di tutto quel che riguarda il paterno e il patriarcale; per questo si ampliano le attribuzioni derivate di autorità, censura, pressione superegoica.

Ma il Sole non è soltanto l’espressione del Dio Padre e l’archetipo del principio paterno. Per i seguaci della psicologia analitica di Jung, il Sole rappresenta astrologicamente l’Animus in un oroscopo femminile e l’Ombra archetipica o Ombra personale in quello maschile.

Mi spiego. L’Animus è per la donna l’immagine maschile inconscia, il prototipo del modello su cui si è addensata una pluralità di frammenti energetici di immagini maschili che formano il polo dinamico complementare della femminilità. L’immagine del padre è espressa dal Sole e, dall’analisi di un oroscopo, si può vedere come, se e quanto la donna proietta questa figura paterna, questo Animus, sul mondo esterno e particolarmente sulla persona dell’uomo.

Così, nell’oroscopo maschile, il Sole può dare indicazione sull’Ombra, cioè su tutto il mondo inconscio, sul rimosso, le paure, la tendenza alla proiezione, le profonde antipatie ingiustificate e altri sistemi di difesa dell’Io.

Oggi possiamo desumere una funzione psicoanalitica dalla verticale Dio-Stato-Padre-Figlio dove nell’ultimo termine si può vedere il soggetto che fronteggia i termini che lo sovrastano nella vita di relazione soggettiva-oggettiva. In questi termini possono esprimersi forze positive o energie distruttive; un padre buono e  gratificante oppure un tiranno autoritario o un censore moralistico.

In astrologia al Sole vengono attribuiti anche tutti i processi reattivi, il narcisismo primario, le turbe psicosomatiche, gli spunti paranoidi. Dal Sole oroscopico si vede se un individuo, durante la sua vita va incontro a frustrazioni o sublimazioni, alla esaltazione positiva dell’Io e della volontà, oppure alla megalomania, la depressione, la perdita vitale.

Il Sole appartiene al Leone, quinto segno zodiacale. Pertanto esprime il principio dell’Eros, di vitalità e creatività che si applica all’individuo per condurlo a realizzare tutta la propria vita. Come il segno del Leone presiede il cuore quale simbolo di centro vitale, così il Sole è riferito al cuore dell’uomo quale organo anatomico, fonte di vita, di energia fisica, emotiva e affettiva.

Il Sole, in sintesi, è il nucleo attivo della personalità.

Giro dello Zodiaco 365 giorni
Simbologia Io, Super Io, Sé, identità, personalità, carattere
Anatomia e fisiologia Cuore
Ruolo familiare e sociale Padre, marito, uomo ideale
Domicilio Leone
Esilio Acquario
Esaltazione Ariete
Caduta Bilancia
Funzione Visibilità, manifestazione, realizzazione
Lato oscuro Superbia, arroganza, egopatia

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Sulla sua Casa, la Quinta: https://tarocchiacolori.com/2016/08/23/casa-quinta-o-del-leone

Sull’opposizione Leone-Acquario: https://tarocchiacolori.com/2016/07/18/leone-e-acquario/

Sulle carte associate al segno del Leone: https://tarocchiacolori.com/2015/06/21/leone-il-sole-e-il-mago/